Agrinsieme lancia da Macfrut la campagna “Buona e sana è l’ortofrutta italiana”

Ortaggi
E’ allarme rosso per la salute degli italiani, soprattutto per i bambini che non danno il giusto peso al consumo di ortofrutta. In quindici anni gli acquisti sono diminuiti di 1,7 milioni di tonnellate di frutta e verdura (-18%) e la contrazione non accenna a fermarsi. Nel primo semestre di quest’anno è stato perso un altro 3%, con flessioni brusche soprattutto per agrumi (-6,8%) e ortaggi (-4,6%). Nel 2014 i consumi pro capite di prodotti ortofrutticoli freschi si sono fermati a 130,6 kg: vale a dire 360 grammi al giorno, al di sotto delle raccomandazioni OMS (almeno 400 grammi a persona al giorno). E’ la negazione evidente della Dieta Mediterranea e questo fa scattare un allarme sanitario. Perché al diminuire dei consumi di ortofrutta corrisponde un preoccupante aumento dell’obesità, soprattutto infantile. Circa il 12% dei bambini è obeso e nella fascia d’età tra i 6 e gli 11 anni ben uno su tre è in sovrappeso e tutto questo perché avendo abbandonato la Dieta Mediterranea – causa la crisi certamente, ma anche per colpa dell’adozione di regimi nutrizionali che fanno spazio al “junk food” – si è fatta strada un’alimentazione non corretta che ha pesanti ricadute sia sulla salute dei cittadini che sui conti della sanità. Basti pensare che oggi i costi sociali di obesità e sedentarietà toccano, in Italia, i 65 miliardi di euro all’anno: lo 0,38 per cento del Pil. Paradossale per un Paese come il nostro che non solo ha nel proprio patrimonio culturale la Dieta mediterranea, ma che è il primo produttore europeo di frutta e verdura e che ricopre i record della qualità e della salubrità in Ue. L’Italia detiene 32 Dop nel settore ortofrutta ed è il Paese che fa più controlli sui propri prodotti. I dati più recenti del ministero della Salute (anno 2013) lo confermano: la percentuale di controlli positivi con residui superiori alla norma è stata di appena lo 0,8% (in particolare 0,7% frutta e 0,9% ortaggi); irregolarità quindi molto contenuta e in decremento nel corso degli ultimi 10 anni. Questo dato è ancora più rilevante se confrontato con quello medio europeo, che si attesta all’1,7%, abbondantemente superiore rispetto a quello nazionale.

Numeri e questioni, dunque, che sono stati al centro oggi della conferenza stampa di Agrinsieme all’interno del “Macfrut 2015” in corso a Rimini. “Di fronte a questo scenario -hanno spiegato Giorgio Mercuri, Franco Verrascina, Giandomenico Consalvo, Antonio Dosi e Giovanni Luppi in rappresentanza del coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Aci e Copagri- abbiamo avvertito la necessità di rilanciare l’immagine della frutta e della verdura italiana, di dialogare con il consumatore per incentivarlo a consumare più ortofrutta spiegandone i benefici, peraltro accreditati dalla comunità scientifica internazionale. Certo salutiamo con soddisfazione la riedizione del programma europeo “Frutta nelle scuole”, ma volevamo dare un segno più forte e un’immagine ancora più positiva. Così abbiamo incontrato Tania Cagnotto, che è la tuffatrice con il più ricco carnet di medaglie di sempre nella storia d’Italia, per parlare del valore dell’ortofrutta italiana: valore economico, valore sociale, valore nutrizionale. In una parola il buono e il bello d’Italia. Con lei lanciamo una campagna che è un invito a tutti i consumatori: “Tuffati nella frutta perché è buona e sana, è ortofrutta italiana”.

Del resto Tania ha accettato con entusiasmo di fare da testimonial al ‘cibo della salute’: “Amo la frutta e la verdura, ne mangio moltissima e credo davvero che sia indispensabile per stare in salute e in forma. Penso che i ragazzi che ci prendono a modello dovrebbero seguirci non solo nei successi sportivi, ma anche nel nostro modello di vita. Per vincere bisogna sacrificarsi, lavorare tanto e tenersi in forma, rispettando il nostro corpo. Mangiare frutta e verdura significa volersi bene”.

Insomma, hanno ribadito i vertici di Agrinsieme, “diventa chiaro che oggi occorre incoraggiare e sostenere un’alimentazione sana e corretta. Le due parole chiave devono essere ‘informare’ ed ‘educare’. C’è bisogno di un’alleanza tra produttori e cittadini per incentivare il consumo di ortofrutta, necessaria sia per il benessere quotidiano che come prevenzione all’insorgere di malattie -hanno aggiunto- e al tempo stesso per sostenere il reddito delle 490mila aziende agricole che in Italia coltivano frutta e ortaggi, con la partecipazione attiva dell’esecutivo per campagne di promozione e azioni di sostegno al settore”.

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