Agrintesa e Osas alleanza Nord Sud nell’ortofrutta italiana

foto agrintesa-osas ministro martina al centroDa nord a sud soffia sempre più forte il vento dell’associazionismo e dell’aggregazione lungo lo “Stivale”, un fenomeno che sta interessando con crescente intensità molti settori produttivi tra cui anche quello ortofrutticolo.
Si inserisce in quest’ottica, l’accordo strategico siglato dal gruppo Agrintesa di Faenza (Ra) con la cooperativa Osas di Castrovillari (Cs) e la società commerciale Campoverde. Dalla collaborazione tra le due realtà, leader nel settore dell’ortofrutta, scaturisce una ulteriore concentrazione dell’offerta che vedrà unite sul mercato internazionale le produzioni emiliano-romagnole con quelle calabresi, commercializzate attraverso la società collegata Alegra.

“L’accordo con Osas, struttura di riferimento del panorama ortofrutticolo del nostro mezzogiorno, – afferma il presidente Agrintesa, Raffaele Drei – ha l’obiettivo non solo di aggregare maggiori quantitativi di prodotto, ma anche di completare e qualificare ulteriormente l’offerta di Alegra sul mercato domestico ed internazionale con prodotti strategici come pesche e nettarine precoci, clementine ed arance coltivate nella Piana di Sibari che è indubbiamente una delle aree meridionali più vocate per l’agricoltura”.

Giuseppe Nola, presidente OSAS evidenzia alcuni aspetti del piano di frutticolo di riconversione alla base di questo accordo: “La crisi produttiva ha messo in seria difficoltà i coltivatori locali, senza dimenticare anche i problemi strutturali nel settore delle pesche nettarine. Abbiamo cercato, allora, delle soluzioni per continuare a produrre ortofrutta, il che ci ha portati a ad investire in maniera convinta nella coltura del kiwi. E di conseguenza abbiamo scelto un partner che ci consentisse di valorizzare queste colture, e la scelta non poteva che ricadere su Agrintesa, visto anche i buoni rapporti che abbiamo sempre avuto con la cooperazione romagnola. Loro ci potranno dare una mano anche dal punto di vista dell’esperienza tecnica sulla coltura del kiwi.
“Con questa intesa – prosegue Cristian Moretti, direttore Generale Agrintesa – le due aziende cooperative, pur mantenendo ciascuna la propria autonomia, potranno raggiungere importanti obiettivi comuni non solo riguardanti la sfera commerciale. L’alleanza toccherà infatti aspetti come la programmazione agronomico-produttiva e il coordinamento gestionale”.

All’evento di presentazione dell’accordo, La Svolta nella Radici, hanno partecipato tante figure istituzionali, tra cui il ministro per le politiche agricole Maurizio Martina ed esponenti di rilievo del mondo della cooperazione calabrese e nazionale.

Camillo Nola, presidente di Confcooperative Calabria pone l’accento sulla risposta delle imprese cooperative contro il difficile contesto sociale ed economico calabrese e sul ruolo delle istituzioni locali, nazionale e sovranazionali. “Per essere competitivi si devono concretizzare, oltre a quelle economiche, anche altre condizioni: innanzitutto parlo del contesto ambientale, e in Calabria quando diciamo contesto dobbiamo avere come bussola la legalità. Poi quella amministrativa che deve essere allineata con le necessità delle imprese. Lo Stato è presente in Regione, ma deve essere percepito in tutte le zone della Calabria.”

Mentre Maurizio Gardini, Presidente di Confcooperative nazionale, ha elogiato l’accordo tra due grossi gruppi cooperativi e ha evidenziato i risvolti positivi della cooperazione sana e capace di creare sviluppo nei territori: “Osas è il riconoscimento a chi non si chiude in casa, ma si assume la responsabilità di valorizzare il proprio territorio. Qui gli investimenti pubblici sono stati ben utilizzati per sviluppare e innovare l’impreditoria cooperativa della Calabria. Casi come Osas e Agrintesa sono l’esempio più eclatante di buona impreditoria cooperativa e, quindi, la miglior risposta alle false cooperative. Dobbiamo avere un fortissimo legame con la legalità. Lo dico e lo ripeto in continuazione, non c’è spazio nella cooperazione per chi vuole operare al di fuori della legalità, per non rovinare 50 di sana cooperazione italiana.”

A conclusione dell’evento, sono state molto significative le parole del ministro per le politiche agricole Maurizio Martina: “Io difendo totalmente il modello cooperativo come un modello sano. Chi pensa di fare di tutta l’erba un fascio, non ammazza soltanto la cooperazione ma ammazza l’Italia. In questo passaggio critico c’è una sfida a voi stessi per dimostrare chi siete. Senza la cooperazione si fa un danno notevole in Lombardia, come in Calabria. L’accordo presentato oggi tra queste due importanti realtà cooperative, non lega soltanto Nord e Sud, ma è un punto di partenza fondamentale per tutte le altre realtà del tessuto associativo e imprenditoriale del Paese.”

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