Agrisieme E-R: Garagnani (Confagri) succede a Dosi (Cia)

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Cambio di guida in Agrinsieme Emilia Romagna: ad Antonio Dosi, presidente della Cia emiliano romagnola, succede Guglielmo Garagnani, al vertice di Confagricoltura regionale. Garagnani resterà in carica per la durata di un anno, come previsto dal documento congiunto siglato un anno fa al momento della costituzione dell’organismo che rappresenta le aziende e le cooperative di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane (che a sua volta ricomprende Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare). Si tratta di oltre 40.000 imprese associate alle organizzazioni agricole con oltre 92.000 persone impiegate, un sistema che rappresenta la quasi totalità delle imprese cooperative per un fatturato di 13,6 miliardi di euro, pari al triplo della Plv regionale.
“Dopo un anno dalla costituzione si va al cambio nel coordinamento di Agrinsieme Emilia Romagna – ha spiegato Dosi nel corso di una conferenza stampa – ed il bilancio che se ne può trarre è sicuramente positivo. E’ stato un anno di ‘rodaggio’ nel quale si dovevano verificare e armonizzare le differenti modalità di approccio ai temi del settore, come metodo di lavoro e come approccio alle strategie.
Abbiamo trovato posizioni e strategie condivise sulla quasi totalità dei temi di attualità come, ad esempio, la necessità di giungere ad indirizzi comuni su credito e assicurazioni, ma anche per la questione dei siti di Natura 2000 con la conseguente opposizione alle politiche ‘di parte’ dell’ex assessore all’Ambiente Sabrina Freda. Inoltre – ha proseguito Dosi – abbiamo inciso sulla determinazione dell’Imu sui terreni agricoli, mentre c’è stata una sostanziale condivisione della nuova Politica agricola comunitaria, con sostegno accoppiato alle varie produzioni agricole.
L’intesa è stata forte anche nel documento programmatico e di proposta sulla impostazione del Piano di sviluppo rurale 2015 – 2020, la ‘carta’ che disciplina il settore primario regionale. Riguardo ai prodotti di eccellenza, ricordo la nostra difesa del ‘valore’ intrinseco’ alla attività del Consorzio del parmigiano reggiano. Per il futuro – ha sottolineato ancora Dosi – occorrerà, per quanto riguarda la parte operativa, semplificare le procedure di condivisione, anche nell’ottica della affermata reciproca fiducia”.
Dosi ha quindi ricordato la necessità di lanciare, con un ‘manifesto’ ad hoc, comune e condiviso, il tema di una nuova politica agraria, comunitaria e nazionale. Nell’augurare un buon lavoro al nuovo coordinatore, Dosi ha infine rimarcato che “si dovrà proseguire nel lavoro di progettazione e costruzione di tutti gli strumenti necessari al pieno supporto degli imprenditori agricoli”.
“Tra gli obiettivi che ci attendono – ha detto il neo coordinatore di Agrinsieme Garagnani dopo aver ringraziato Dosi per il lavoro portato avanti nel primo anno di vita del coordinamento – ci sono: il Programma regionale di Sviluppo Rurale 2014-2020 che è in attesa di approvazione da parte dell’assemblea legislativa, nel quale sono state recepite molte delle richieste e delle osservazioni contenute nel documento di posizione elaborato da Agrinsieme Emilia Romagna; il successivo confronto con la Regione per ottenere gli elementi richiesti nelle misure applicative del Psr, tra cui la semplificazione burocratica, la valorizzazione delle produzioni agricole con particolare attenzione al settore della trasformazione oltre all’accento sui nuovi strumenti di aggregazione tra imprese come i contratti di rete, affinché il nostro impegno sia rivolto in primis alla tutela degli interessi delle imprese e delle cooperative agricole e sappia fornire risposte innovative alle esigenze di un mercato globale in continuo mutamento; infine, anche in raccordo con il Tavolo regionale dell’imprenditoria – ha aggiunto – il monitoraggio di una serie di provvedimenti legislativi trasversali destinati ad avere un forte impatto sul territorio e sulla gestione delle aziende, come il piano regionale integrato per la qualità dell’aria; il piano tutela delle acque; il piano rifiuti; la modifica alla direttiva sui nitrati; il progetto di legge sul consumo di suolo”.
“Lavoreremo insieme – ha rimarcato il nuovo coordinatore – per proseguire l’attività di consolidamento di Agrinsieme in tutte le province e per farla conoscere nelle varie sedi istituzionali, convinti della scelta fatta un anno fa al punto di voler investire proprio su questo nuovo modello di rappresentanza agricola. Tra le iniziative messe in cantiere, infatti, c’è anche la prima borsa di studio di Agrinsieme Emilia Romagna finalizzata allo svolgimento di una ricerca sui sistemi di rappresentanza agricola che includano più realtà, attraverso l’analisi e il confronto con altri Paesi europei per arrivare a definire un nuovo modello per l’Italia”.
“Nonostante alcune diversità interne – ha concluso Garagnani – i risultati raggiunti dal nostro coordinamento confermano la direzione da intraprendere anche per il futuro e la necessità improrogabile di superare il vecchio modello di rappresentanza agricola e le logiche di frammentazione per andare verso un sistema organizzativo aggregato”.
L’Assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni è intervenuto in chiusura rassicurando dapprima gli agricoltori: “Le dimissioni di Errani non avranno alcuna ripercussione sull’iter del nuovo PSR 2014- 2020”. In merito al bilancio del primo anno di attività di Agrinsieme Emilia Romagna ha sottolineato come “la nuova realtà sia stata di fatto un beneficio per l’intera Amministrazione regionale sul piano della velocità e della coesione delle decisioni”. “Agrinsieme – ha dichiarato – si è sempre presentata con una posizione unica a tutti i tavoli amministrativi e ci ha permesso di rilanciare il tema della concertazione”

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