L’agriturismo punta sul 2010

L’agriturismo cerca la via del riscatto. I primi sintomi si sono avuti nella scorsa Pasqua (i vacanzieri amanti della natura sono aumentati rispetto allo stesso periodo dell’anno passato del 10 per cento) e la prossima stagione estiva si preannuncia all’insegna della ripresa dopo il deludente 2009, che ha visto un calo di oltre il 6 per cento sia di presenze che di giro d’affari.
Non sarà certo un vero e proprio “boom”, come quello registrato tra il 2000 e il 2008, ma è prevedibile una crescita tra il 2 e il 3 per cento degli ospiti in campagna. A tornare nei circa 20 mila agriturismi italiani saranno soprattutto gli stranieri che l’anno scorso sono scesi dell’8 per cento e che a fine 2010 dovrebbero mettere a segno un incremento, invece, del 4,3 per cento. E’ quanto segnala Turismo Verde, l’associazione agrituristica della Cia-Confederazione italiana agricoltori, che ha promosso per domenica prossima 25 aprile la Giornata nazionale dell’agriturismo, giunta alla sua quarta edizione, in cui le aziende agrituristiche associate organizzano, su tutto il territorio nazionale, delle aperture “speciali” per far meglio conoscere ed apprezzare l’ospitalità, le produzioni e le trasformazioni dei prodotti aziendali. Lo slogan di quest’anno è “Agriturismo è …il luogo dei sapori”.
Le previsioni per quest’anno -avverte Turismo Verde-Cia sulla base anche dei dati dell’Istat- parlano di una crescita del 3 per cento delle aziende agrituristiche, di oltre 12 milioni di pernottamenti (più 1 per cento contro il meno 3,3 per cento del 2009 sul’anno precedente), di una durata media del soggiorno di 4,55 giornate (più 0,4 per cento), di un giro d’affari complessivo di un miliardo e 81 milioni di euro (più 1,2 per cento), mentre segna un rallentamento quello medio per azienda (meno 1,7 per cento), che, tuttavia, non registra la caduta del 6,4 per cento dello scorso anno. Sono cifre, comunque, ancora al di sotto dei picchi toccati nel 2008, ma che alimentano un certo ottimismo tra gli operatori che fanno i conti con una crisi economica che ha costretto gli italiani a tirare la cinta e a modificare molte abitudini.
Una ripresa che Turismo Verde-Cia cerca di favorire attraverso la celebrazione di questa Giornata (in alcune Regioni le aperture “speciali” sono previste per tutto il week-end), durante la quale saranno organizzate visite guidate all’interno delle aziende, per far conoscere agli ospiti la storia e le attività di queste imprese agricole multifunzionali, produttrici non più soltanto di beni materiali.
Sono centinaia le aziende che, su tutto il territorio nazionale, hanno già aderito all’iniziativa e che -sottolinea Turismo Verde-Cia- hanno organizzato quel “qualcosa” in più, rispetto alla “semplice” ospitalità e ristorazione, che permette una fruizione dei diversi territori regionali non più «omologata» e distratta.
Molte delle aziende che hanno aderito a queste aperture “speciali” fanno parte della “Spesa in campagna”, la rete delle aziende agricole- associate alla Cia- che si propongono ai cittadini per vendere direttamente i loro prodotti nei luoghi d’origine.
Ma le proposte non finiscono qui: escursioni; passeggiate di “scoperta”; visite didattiche e culturali; degustazioni “guidate” di un prodotto o dei prodotti tipici locali; riscoperta di antichi menu storici e locali; brevi corsi sulla trasformazione dei prodotti: dal latte al formaggio, dalla frutta alle marmellate, dal grano al pane; visite alle diverse “fattorie degli animali” presenti in azienda; “percorsi della memoria”; musica e balli popolari.
Ma chi è l’agriturista “tipo”? Secondo l’indagine condotta da Turismo Verde ha un’età compresa fra i 30 e i 45 anni, nel 50 per cento svolge il lavoro d’ufficio, si sposta sempre con la famiglia (composta di tre-quattro persone), ha un reddito medio-alto, ha un livello culturale medio, ama la natura e i piatti tipici, soprattutto quelli biologici. L’ospite dell’agriturismo -sottolinea ancora Turismo Verde- parte preferibilmente in agosto nel 76,4 per cento. A seguire vengono le vacanze di Pasqua (70,4 per cento dei casi), quelle di Natale e il mese di luglio (60,8 per cento) e trova l’agriturismo con il passaparola (32,5 per cento) o su internet (31,3 per cento). La scelta di fare una vacanza in un’azienda agrituristica, secondo l’indagine, é dettata principalmente dal desiderio di tranquillità, di contatto con l’ambiente rurale e con il paesaggio, dalla ricerca di prodotti genuini legati alla tradizione italiana dell’agriturismo apprezza in particolare l’accoglienza familiare.
Amante della tranquillità rurale e dei buoni cibi genuini é anche l’agriturista straniero. Predilige, sempre secondo l’indagine, le aziende dell’Italia centrale (inglesi e tedeschi, in particolare) e specialmente quelle vicine alle città d’arte e ai luoghi che hanno attrattive culturali (musei, mostre) e religiose (conventi, abbazie), ma anche in zone dove ci sono terme. Il turista straniero, infine, ama molto fare passeggiate a cavallo e il relax in piscina, che risulta uno dei servizi più richiesti.
La buona cucina della tradizione italiana, fatta di cibi tipici e genuini che non si trovano nei normali circuiti commerciali, e la tranquillità dell’azienda, dove si ha un clima familiare, restano i motivi principali della scelta agrituristica degli stranieri che sono molto abitudinari e scelgono di trascorrere la vacanza sempre nella stessa azienda.

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