Agriturismo: 250.000 “in fattoria” per le vacanze di fine anno

Saranno poco più di 250 mila (+ 4% rispetto allo scorso anno) – secondo Agriturist (Confagricoltura) – i vacanzieri che trascorreranno le prossime festività di fine 2012 e inizio 2013 ospiti di un agriturismo. Domanda concentrata soprattutto su Capodanno, con prenotazioni prevalentemente di due o tre notti, e viaggi brevi. In crescita la sistemazione in appartamenti indipendenti, per limitare la spesa del ristorante al solo cenone della notte di San Silvestro e cucinare da sé negli altri giorni.
Le regioni più richieste – rilevate dalle visite al sito internet www.agriturist.it – sono: Toscana, Lombardia, Piemonte, Campania e Lazio, evidentemente collegate alla domanda proveniente dalle vicine zone altamente urbanizzate di Roma e Milano. Province di destinazione preferite: Roma, Siena, Bergamo, Torino e Perugia. Ai primi posti, fra le località di maggior richiamo, Etna, Chianti senese, Penisola Sorrentina, Roma e Colli Albani, Perugia e Assisi.
Prima di tutto – sottolinea la nota di Agriturist – emerge una particolare attenzione al contenimento della spesa. Così, sempre in base ai dati di www.agriturist.it , rispetto allo scorso anno, è cresciuta del 21% l’attenzione per le offerte. e del 13% la consultazione dei siti internet degli agriturismi, per raccogliere informazioni dettagliate, confrontare le tariffe, fare la miglior scelta qualità/prezzo.
Per quanto riguarda gli ospiti stranieri, l’analisi di Agriturist registra in diminuzione la domanda da Germania e Austria (diretta prevalentemente verso Toscana, Trentino Alto Adige e Sicilia) e dalla Gran Bretagna (verso Toscana, Veneto, Umbria); in sensibile aumento quella dalla Francia (verso Toscana, Piemonte e Sardegna). Sul totale degli arrivi, l’incidenza delle provenienze dall’estero dovrebbe confermare i risultati dello scorso anno (30%), dopo aver toccato il 41,6% nella stagione estiva (hanno fatto meglio solo gli alberghi a 4 e 5 stelle e gli ostelli per la gioventù).
In un anno (rilevazioni dell’Osservatorio Nazionale per il Turismo) il ricorso ai circuiti di intermediazione degli agriturismi è passato dal 32,4% al 44%. Di conseguenza, i turisti arrivati “in fattoria” tramite agenzie e tour operators, sono cresciuti dal 9% al 14,8%. L’89,6% dell’offerta agrituristica è ormai presente nel WEB con un proprio sito internet e il 45,8% delle prenotazioni viene perfezionato per via telematica.
Perché l’agriturismo, nonostante la crisi, cresce? La risposta – osserva Agriturist – viene ancora una volta dai sondaggi dell’Osservatorio Nazionale del Turismo: le tre “attività” che il turista pratica maggiormente, durante la vacanza di fine anno (dati 2011), sono tutte in sintonia, e al massimo grado, con il soggiorno nell’azienda agricola: passeggiare (54%), degustare prodotti enogastronomici locali (38,4%), giocare/chiacchierare con amici (34,2%).
L’alto “rendimento” del soggiorno in agriturismo, in termini di relax e sollecitazione di curiosità, è sostenuto infatti da escursioni in paesaggi e contesti naturali del tutto distensivi; dalle curiosità che l’azienda agricola propone (anche a bambini e ragazzi, soprattutto in presenza di animali); dall’origine “in loco” dei prodotti agricoli e delle conseguenti specialità enogastronomiche tradizionali; dalla cordialità dell’accoglienza, di cui sono sempre protagonisti i “padroni di casa”.
A questo si aggiungano le tante opportunità di escursionismo nel “verde”, a cavallo o in bicicletta; di scoperta delle curiosità storiche, culturali e artigianali dei “paesi”, il più delle volte del tutto inedite; di partecipazione a degustazioni guidate di prodotti tipici locali; l’atmosfera suggestiva delle antiche dimore allestite per l’alloggio degli ospiti (cascine, masi, ville, castelli, masserie, trulli, case coloniche).
Il patrimonio di ambiente, storia e tradizione di cui l’agriturismo è custode e “divulgatore” – conclude Agriturist – rappresenta una eccellenza turistica italiana, senza paragoni in altre parti del mondo.

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