Agriturismo: estate da dimenticare

Il consueto sondaggio che Agriturist conduce, a metà estate, fra gli operatori associati, per fotografare l’andamento dell’agriturismo, conferma che la crisi sta “picchiando duro” anche le vacanze in campagna, ben oltre le pur non favorevoli previsioni dell’Associazione elaborate ad inizio stagione e le fantasiose e confuse cifre ottimistiche diffuse recentemente da più fonti.La diminuzione complessiva degli ospiti, rispetto allo scorso anno, – prosegue Agriturist – è addirittura a due cifre (-11%); con gli italiani “sotto” del 15% e gli stranieri, dai quali ci si attendeva una “compensazione”, in calo del 4%. Ulteriori effetti negativi si registrano sul versante delle presenze (pernottamenti): il 55% degli operatori intervistati dichiara che la durata delle vacanze si sta ulteriormente abbreviando. Pesanti segni negativi anche per la ristorazione (-16%), e la vendita dei prodotti aziendali (-10%).Nel trimestre estivo – secondo le stime di Agriturist – gli ospiti delle aziende agrituristiche saranno 1,1 milioni (130 mila in meno rispetto al 2011) per 4,6 milioni di pernottamenti (800 mila in meno rispetto al 2011). Tendenza negativa peraltro confermata dalla netta riduzione delle visite (-23%) al sito internet dell’Associazione, www.agriturist.it, e a tutti i principali siti di promozione del settore. Tutto ciò nonostante che il 70% degli agriturismi abbia mantenuto i prezzi del 2011, e il 20% li abbia addirittura ridotti del 5-10%.“La situazione del turismo italiano – commenta la presidente di Agriturist, Vittoria Brancaccio – è sempre più critica. E l’agriturismo non fa eccezione, pur offrendo accoglienza con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Chiediamo al Governo di accelerare i tempi dell’annunciato programma strategico per il rilancio del settore, adottando misure urgenti per la ripresa nella prossima stagione: le tasse hanno messo in ginocchio la domanda interna, ci vogliono investimenti mirati per attrarre almeno quella estera”.Netto il giudizio di Agriturist sulle previsioni ottimistiche diffuse recentemente a proposito dell’agriturismo: non guardare in faccia la realtà, significa sottovalutare le difficoltà delle imprese e ritardare i provvedimenti per contrastare la grave crisi che, negli ultimi cinque anni, ha “tagliato” il 25% delle presenze e il 35% del reddito del settore. “Il quadro emerso dal nostro sondaggio – rileva il direttore di Agriturist, Giorgio Lo Surdo – è allarmante: lo scorso anno avevamo il 20% di aziende agrituristiche in crescita di ospiti, un 40% che conservava le posizioni già raggiunte e un altro 40% che peggiorava. Oggi siamo con appena il 10% di aziende che migliora, il 30% che tiene, e il 60% che perde terreno fino anche ad avere dimezzati gli ospiti rispetto al 2011. L’agriturismo sostiene almeno 100 mila aziende agricole, spesso operanti in zone difficili, non possiamo permetterci di trascurarlo, per il bene del turismo e dell’agricoltura del nostro Paese”.A breve – conclude la nota di Agriturist – sottoporremo ai ministri, del Turismo, Piero Gnudi, delle Politiche agricole, Mario Catania, per i Beni e le attività culturali, Lorenzo Ornaghi, e dell’Ambiente, Corrado Clini, un pacchetto di proposte finalizzato a dare maggior forza alla promozione dell’offerta di agriturismo, attraverso una più efficace presentazione, soprattutto tramite internet, dello straordinario patrimonio di paesaggi, beni culturali minori, ambienti naturali, produzioni tipiche e manifestazioni tradizionali, di cui l’Italia dispone senza essere capace di comunicarlo come merita.

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