Agriturist: anche l’agriturismo nei grandi portali d’intermediazione, ma i costi pesano

La crisi economica morde, e il turismo è fra i settori che soffrono di più: sono già circa 600 – secondo una ricerca di Agriturist (Confagricoltura) – le aziende agrituristiche che si affidano alle grandi agenzie on-line (per gli addetti ai lavori, OTA) con lo scopo di contrastare la diminuzione degli ospiti.
I risultati ci sono? Sembra di sì – a quanto rileva Agriturist – soprattutto per quanto riguarda l’acquisizione di ospiti stranieri; ma le commissioni richieste per il servizio di intermediazione sono molto elevate (in generale fra il 18% e il 25%) e le condizioni contrattuali per partecipare al sistema sono sempre più impegnative.
Se n’è accorta già da tempo HOTREC, l’associazione europea degli albergatori, che ha recentemente riassunto in 19 punti il proprio malumore contro lo strapotere delle multinazionali dell’intermediazione turistica (Expedia, Venere, Booking, ecc.), che stanno monopolizzando le prenotazioni azzerando, o quasi, il contatto diretto fra ospite e struttura ricettiva.
“Dobbiamo stare attenti – dichiara Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist – perché le grandi agenzie che operano tramite internet tendono ad appiattire e banalizzare il mercato, vendendo soprattutto, al prezzo più basso possibile, posti letto in destinazioni già affermate. L’agriturismo, da questo sistema, può trarre qualche beneficio, ma non deve rinunciare alla ricerca del contatto diretto con l’ospite, per spiegare le peculiarità della propria offerta”.
Gli albergatori italiani sono preoccupati anche dal fatto che sul mercato dell’intermediazione turistica tramite internet si siano consolidate poche posizioni dominanti, tutte occupate da agenzie non italiane: una parte rilevante del fatturato turistico del nostro Paese, che pure è il quinto al mondo per movimento di ospiti, finisce così nelle tasche di operatori stranieri. Agriturist condivide questa preoccupazione e sollecita la definizione di regole che pongano argine allo strapotere delle multinazionali del posto letto a basso costo, e penalizzano soprattutto un’offerta caratteristica e di qualità come quella dell’agriturismo.
“Per affrontare consapevolmente il mercato – prosegue la Presidente di Agriturist – bisogna che, chi nel turismo lavora e produce, si ponga in una logica di prospettiva e non del pochi, maledetti e subito. Le agenzie on-line, indipendentemente dalla nazionalità di chi le ha create, fanno i propri interessi, producono più prenotazioni possibile; ma senza le aziende ricettive che accettano le loro condizioni, potrebbero anche essere ridimensionate. Ci vuole un maggior equilibrio fra gli interessi dell’offerta e dell’intermediazione, e anche le aziende agrituristiche devono fare la propria parte difendendo adeguatamente la possibilità di ottenere prenotazioni dirette”.
Siamo di fronte a sviluppi del tutto imprevedibili fino a qualche anno fa, quando si pensava che internet avrebbe rappresentato una grande opportunità di autonomia promozionale per le aziende turistiche. In effetti – osserva Agriturist – questa opportunità, soprattutto per l’agriturismo che ha molto da “raccontare” di sé, resta possibile, purché si lavori seriamente sulla qualità comunicativa dei siti internet delle singole aziende

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