Agroenergie: Nomisma, ok tariffa unica


Il meccanismo della tariffa onnicomprensiva che incentiva oggi le agroenergie in agricoltura, risponde alle caratteristiche delle aziende e al rischio del loro investimento. E’ quanto emerge dal Rapporto Nomisma, illustrato oggi in un convegno organizzato da Confagricoltura, che ha condotto un’analisi costi-benefici delle filiere bioenergetiche elettriche. L’occasione per fare il punto sul settore, in attesa dei decreti attuativi che dovranno normarlo, è stata la presentazione di ‘Co.Agr.Energy’, consorzio nato nel 2007 per iniziativa della stessa Confagri che, in base ad in progetto promosso dal Mipaaf che terminerà ad ottobre 2012 nel, ha realizzato 8 impianti a biogas in 5 regioni, per un totale di 25 milioni di euro di investimenti, sui 36 stanziati. Il Rapporto ha analizzato i vari regimi di sostegno europei che hanno portato ad eccellenze in Paesi come la Germania per il biogas, che produce la metà dell’energia comunitaria (4,2 Mtep contro 0,4 in Italia); questo grazie ad un sistema incentivante, a cui sta guardando con interesse l’Italia, basato su tariffe base e bonus premianti. “Le agroenergie – ha detto il presidente del Consorzio e vicepresidente di Confagri, Ezio Veggia – sono un’attività economica in grado di produrre reddito e occupazione, ma hanno svolto anche un’importante funzione in termini ambientali e nel mantenimento del tessuto agricolo sul territorio”. Uno studio di Agroconsulting presentato oggi, ha confermato il vantaggio ambientale delle agroenergie rispetto alla produzione da fonti convenzionali: in un impianto di biogas (85% colture dedicate, 15% reflui zootecnici) si risparmia il 77,5% di emissioni equivalenti di anidride carbonica rispetto ad un analogo impianto a combustibili fossili; percentuale che supera il 90% se riferito ad un impianto a biomassa solida alimentato con colture dedicate e pollina.

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