Agrofer: dalla teoria alla pratica delle energie rinnovabili

Si e’ chiusa con successo a Cesena la quinta edizione del “Salone delle Agroenergie, Risparmio energetico, Bioedilizia” . Si sono viste ed esaminate, illustrate e messe in mostra tecniche e tecnologie per case più risparmiose e per produrre energia da fonti rinnovabili L’Italia sta avviandosi verso il rispetto del cosiddetto 20/20/20, ovvero l’obbiettivo che l’Unione Europea si è data: nel 2020 ridurre del 20% le emissioni di CO2 sui valori del 1990 portando al 20% la quota di energia derivante dalle FER o Fonti di energia rinnovabili.E per rendere consapevoli cittadini e aziende, privati e istituzioni è importante la conoscenza delle tecniche e delle tecnologie per l’istallazione giusta al posto giusto. Come dire, in una vallata all’ombra non si può pensare al fotovoltaico, magari l’eolico e l’uso di biomassa sono adeguati e portano reddito alle aziende.
Per questo, una rassegna come AGROFER, Salone delle Agroenergie, Risparmo energetico e Bioedilizia, che si è tenuta dal 9 all’11 a Cesena, diventa un importante tassello del mosaico che ci porterà a risparmiare le risorse fossili (carbone, petrolio, uranio) che sono in via di esaurimento.Ne è convinto anche Angelo Alessandri, Presidente della Commissione Ambiente e Territorio del Parlamento che, inaugurando la rassegna organizzata da Cesena Fiera, ha sostenuto che «riusciremo a raggiungere facilmente quel 20% di produzione energetica da FER, ma dobbiamo iniziare a pensare a quell’80% che viene dal fossile. Oggi occorre pensare all’ambientwe rovesciando quel rapporto fra imprese e territorio che si è avuto nel dopoguerra: chi produce deve essere il primo a salvaguardare l’ambiente. E penso anche all’agricoltura-ha sostenuto Alessandri- ad esempio con la sostituzione di certe plastiche con i derivati dell’amido di mais e la crescita dell’uso del legno».Certamente Alessandri aveva presente l’incremento del numero dei Comuni con almeno un impianto FER, che erano 3.190 nel 2008, poi 5.580 nel 2009 e nel 2010 sono diventati 7.000 (su poco più di 8mila). E per comprendere i passi in avanti, si pensi che solo 5 anni fa produrre energia non era considerata attività agricola e nel 2009 il residuo della produzione di biogas, veniva ancora catalogato come “rifiuto”!!
AGROFER punta anche sulla Bioedilizia, perché alle abitazioni si deve il consumo del 50% del fabbisogno energetico e alle “case colabrodo” (termine coniato alla rassegna cesenate – per indicare quelle non costruite coi criteri dell’efficienza energetica) il 40% delle emissioni di anidride carbonica.«La necessità di produrre energie da fonti rinnovabili per sostituire quelle fossili in maniera compatibile con l’ambiente ed allo stesso tempo dare reddito all’agricoltore -commenta Domenico Scarpellini, Presidente di Cesena Fiera- sono gli elementi principali che ci hanno portato a organizzare, AGROFER, che vuol essere lo “spazio” dove chiunque, cittadini e istituzioni, possa vedere, capire e farsi spiegare concretamente come usufruire di energie rinnovabili e come applicarle».
Un sintomo dell’interesse suscitato da AGROFER viene anche dal fatto che la superficie espositiva è aumentata del 20% sul 2009 e che fra 115 espositori, il 26% proviene da fuori regione e poco meno del 10% dall’estero.Non solo, ma all’interno dei Convegni sono state illustrate ed esaminate varie esperienze estere: da quella austriaca a quella Moldava a quella svizzera. In questa quinta edizione, poi, si è avuta la partecipazione di due delegazioni, albanese e moldava che nell’ambito di AGROFER hanno incontrato operatori, imprese ed istituzioni. La delegazione albanese aveva al suo interno anche un esponente del sistema bancario per spiegare come poter usufruire di investimenti in quel Paese. Dove, fra l’altro, è stato spiegato esistono parecchie opportunità accompagnate da Iva al 10%, Certificati verdi ecc.
AGROFER rappresenta il punto di incontro fra le capacità delle imprese (industriali, artigianali, di assistenza, ecc) e tutto quel composito mondo, potenziale “cliente” delle Fonti rinnovabili. Ad esempio, il Sindaco di Cesena ha annunciato che si sta valutando di utilizzare i tetti di 50 edifici pubblici (Quartiere fieristico compreso) per installare fotovoltaico. C’è chi ha presentato in anteprima per l’Emilia Romagna la microturbina eolica, oppure i risultati di 97 impianti di geotermia già in attività. E’ stato illustrato anche il nuovissimo Bioexpolab, dove la multimedialità serve per un mix di fiera e convegno con interscambio in tempo reale di informazioni e notizie su aziende ed attività.
«Oltre all’aspetto tecnico, con attenzione alla casa e all’agricoltura e quindi agli operatori e alle imprese –commenta Scarpellini- abbiamo voluto dare ad AGROFER una caratterizzazione che la rendesse piacevole anche alla famiglia intera, per fare in modo di avvicinare i cittadini e le persone a queste prospettive di risparmio energetico (che è il primo modo per … fare energia!!), dando spazio ad alcune mostre culturali e, soprattutto, organizzando laboratori didattici per i bambini dove attraverso il gioco e la costruzione ci si avvicina alla cultura del futuro».
Così, assieme alle maxi sculture del gruppo santarcangiolese dei Mutoid (recupero di rifiuti metallici, plastici, ecc), c’erano le creazioni del Consorzio Comieco con il riutilizzo di carta e cartone per trasformali in borsette, sedie, oggetti di arredamento, animali. Interessanti anche gli abiti ottocenteschi realizzati con giornali, cartoline, piatti di plastica. e alcune biciclette altiche da lavoro, ovvero con gli attrezzi dei “mestieri”. Infine, da segnalare che all’interno della rassegna si è tenuto il talk show di AgriLinea “Coltiviamo energia?”, condotto da Sauro Angelini, con la partecipazione di agricoltori, banche, esponenti delle Regioni Lombardia e Emilia Romagna, docenti ed imprenditori.
www.cesenafiera.com

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