Aiuti alimentari: l’Ue decide oggi se mantenerli


Consiglio decisivo dei ministri dell’agricoltura dell’Ue oggi a Bruxelles, per poter salvare – almeno per i prossimi due anni – il programma di aiuto alimentare europeo ai più poveri che, fino a quest’anno, ha permesso di distribuire ad oltre 13 milioni di cittadini europei e alle loro famiglie, beni alimentari di prima necessità. Per l’Italia sarà presente il ministro per le politiche agricole e alimentari, Saverio Romano. Il problema di ripristinare per il futuro il piano alimentare europeo, si pone dopo la sentenza del Tribunale di primo grado dell’Ue che ha annullato le disposizioni per la concessione di aiuti agli indigenti in Europa. Tuttavia, numerosi partner europei – con l’Italia in prima linea – si sono mossi per ripristinare il progetto sulla base di una nuova proposta presentata dalla Commissione europea e che domani sarà sul tavolo dei 27 ministri dell’agricoltura dell’Ue. Se un’intesa non verrà trovata il programma per il 2012 disporrà di appena 113,5 milioni di euro rispetto ai 480 di quest’anno. Nessun fondo Ue sarà invece disponibile nel 2013. Al momento una minoranza di blocco formata da sei paesi – Germania, Regno Unito, Svezia, Olanda, Danimarca e Repubblica Ceca – sembrano decisi a mettere fine agli aiuti alimentari. Basterebbe però un cambiamento di campo da parte della Repupubblica Ceca (pressioni in questo senso sono in corso da settimane) per poter mantenere in vigore il piano alimentare Ue. E’ stata la Germania, sostenuta dalla Svezia, ad attaccare davanti ai giudici europei la Commissione europea, a sua volta sostenuta da Italia, Francia, Spagna e Polonia, sul regolamento a favore degli indigenti. Al centro del contenzioso il reperimento degli alimenti da consegnare gratuitamente: i giudici Ue concordano con la tesi di Berlino che il cibo distribuito gratis deve provenire per la gran parte dalla scorte invendute dell’Ue, e solo in caso di indisponibilità temporanea dal mercato. Ma i magazzini europei sono quasi vuoti e la Commissione vuole dare la possibilità agli Stati di scegliere i generi alimentari da distribuire acquistandoli anche sul mercato, nel caso in cui non fossero disponibili scorte europee.(ANSA).

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