Al Caab partono i progetti per l’apicoltura urbana

api caab
Tutelare l’ambiente preservando la salute delle api: parte al CAAB – Centro Agroalimentare Bologna un progetto bee-SOS-tenibile. Con l’estate 2014, proprio al culmine della stagione che ha consegnato 100 Orti urbani ad altrettanti assegnatari bolognesi – moltissimi under 30 e molte famiglie – si aprono i nuovi percorsi in tema di educazione alimentare: il CAAB infatti da oggi ospita un sistema di Arnie Didattiche, con 80mila api già ‘insediate’ in due arnie, ideato e realizzato in collaborazione con CONAPI, che sarà riferimento per i nuovi corsi di apicoltura urbana al via nelle prossime settimane. Le api urbane sono una realtà importante, attraverso progetti che in breve tempo sono rimbalzati, dalle grandi metropoli del mondo – New York, Londra, Parigi – alle realtà urbane in Italia. Sentinelle dell’ambiente, le api di città, oltre a produrre un ottimo miele, possono fungere da vere e proprie ‘antenne’ dell’inquinamento. Le città, come Bologna e come in particolare l’area del CAAB, rispetto alle zone agricole coltivate a monocultura o agricoltura intensiva possono offrire alle api molte aree nettarifere e pollinifere – giardini pubblici e privati, aiuole, balconi – favorendo la produzione di un miele sano e gustoso. Un terzo del cibo che mangiamo e fino al 90% delle piante selvatiche dipendono dall’impollinazione delle api e di altri insetti impollinatori. E inoltre 71 delle 100 colture più importanti per l’alimentazione umana sono impollinate dalle api: fra queste i pomodori, le mele e le fragole. L’iniziativa è stata presentata stamane – lunedì 23 giugno – al CAAB, dal Presidente Andrea Segrè con il Direttore Marketing e Qualità Duccio Caccioni, con l’intervento inoltre di Elisabetta Tedeschi per CONAPI.

«Quanto sta accadendo alle api sul pianeta, a causa di pesticidi e inquinanti, è di una gravità che non possiamo prevedere sia sul piano ambientale che su quello economico – spiega il presidente del CAAB Andrea Segrè – Solo negli Stati Uniti il valore della produzione agricola che dipende dalle api ha un valore annuo di 15 miliardi di dollari. Possiamo e anzi dobbiamo intervenire, come sta facendo concretamente nel suo Paese il presidente Obama. In Italia esistono già alcuni progetti di apicoltura urbana, e in questa direzione si inserisce a Bologna l’iniziativa bee-SOS-tenibile del CAAB che parte oggi. Una risposta al doppio allarme incrociato, quello per l’ambiente e quello per le api e gli insetti impollinatori in generale: una mobilitazione agro-culturale, per il futuro di tutti».
Per l’occasione è stato tracciato un primo bilancio sull’attività legata ai 100 Orti urbani del CAAB, avviata lo scorso autunno con la consegna ai 100 orticoltori bolognesi che, in questi mesi, hanno sostenuto un iter formativo di tutto rispetto: ben quaranta ore di lezione al CAAB, da ottobre 2013 ad aprile 2014, che hanno aiutato a portare avanti la coltivazione e produzione di oltre cinquanta specie e varieta’ negli appezzamenti del CAAB, facendo registrare una produzione media di ca. 150 kg per orto, con un risultato complessivo lusinghiero sotto il profilo della biodiversita’.

Gli interventi di tutoraggio e assistenza tecnica sono stati predisposti dal CAAB in collaborazione con l’Università di Bologna – Dipartimento Scienze Agrarie, Centro Studi e Ricerche Agricoltura Urbana e Biodiversità, che ha garantito un ricercatore presente quotidianamente presso gli orti, oltre al corso base di orticoltura urbana (in tre incontri per un massimo di 35 persone, su prenotazione), e a ulteriori workshop di approfondimento su temi specifici, dalla gestione agroecologica degli orti alle piante spontanee edibili. Agli assegnatario è stato consegnato il manuale “L’orto urbano sostenibile”, uno strumento agile ed esaustivo per chiunque voglia cercare un approccio realmente ecologico alle colture, piccole o grandi, in ambito urbano. Gli orti del CAAB stanno così diventando il luogo principale per la formazione di “orticoltori urbani”, con parcelle di prova e di esercitazione ad uso anche degli studenti della facoltà di Agraria e dei bambini delle scuole inferiori di Bologna e provincia che hanno preso parte il mese scorso partecipano al progetto di educazione Vegetabilia, avviato con l’Ausl.

Gli orti sono realizzati secondo i canoni della sostenibilità: l’irrigazione non utilizza acqua di acquedotto, bensì acqua di bonifica e piovana recuperata e conservata in cisterne. La coltivazione avverrà con metodo biologico. E dagli scarti del mercato ortofrutticolo sul posto verrà formato del compost organico per la concimazione. Gli Orti Urbani Caab sono un’iniziativa promossa nell’ambito del progetto LLP “Hortis” finanziato dall’EU (http://www.hortis-europe.net/), realizzata in collaborazione con l’Università di Bologna – DiPSA (istituendo Centro Studi e Ricerca su Agricoltura Urbana e Biodiversità condotto dal prof. Giorgio Prosdocimi Giaquinto) e dalla AUSL di Bologna. Info: www.caab.it

E sempre stamane è stato presentato il nuovo numero del magazine bimestrale Città Bologna interamente dedicato al CAAB ‘sostenibile ed alle iniziative di educazione alimentare avviate con gli Orti Urbani. Al tempo stesso, come illustrato dal direttore responsabile di Città Bologna Anna Mario Catano, il magazine ha approfondito il progetto del Parco Agroalimentare FICO – Fabbrica Italiana Contadina Eataly World Bologna, attraverso un focus tematico ricco di interviste, dati e informazioni.

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