Al via ad Andria il XVI Premio Biol

Da stamattina, per tre giorni, Andria capitale mondiale dell’olivicoltura biologica. Ha preso infatti il via il XVI Premio Biol, che pone a confronto i migliori oli extravergini bio del mondo, in una kermesse che prevede anche forum, seminari di degustazione, visite guidate, incontri BtoB, mostre e momenti conviviali (programma e ultime iscrizioni agli eventi su www.premiobiol.it).
Ad aprire l’evento organizzato dal CiBi, i saluti del del presidente della Camera di Commercio di Bari Sandro Ambruosi, dell’assessore comunale alle Attività produttive Benedetto Miscioscia e del presidente di Oliveti d’Italia Nicola Ruggiero, che hanno dato il via ai lavori della giuria internazionale – formata anche da buyers provenienti da Grecia, Giappone, Germania, Usa e Inghilterra – che nella sede di Oliveti d’Italia valuterà gli oltre 380 extravergini in concorso (record di partecipazioni) giunti da 19 Paesi: oltre l’Italia – che registra la novità degli extravergini trentini, mentre la Puglia, “padrona di casa”, ne porta in finale più di 50 – anche Albania, Arabia Saudita, Argentina, Australia, Cile, Croazia, Grecia, Israele, Libano, Marocco, Palestina, Portogallo, Siria, Slovenia, Spagna, Tunisia, Turchia e Usa. Oli che rappresentano la summa dell’olivicoltura biologica mondiale, fenomeno in continua crescita che, dati alla mano, vedono primeggiare lo stivale e, in particolare, il suo tacco.
I dati – L’Italia, infatti, è tra i maggiori protagonisti mondiali del biologico, in particolare leader a livello mondiale per oliveti bio, con oltre 114mila ettari dedicati, pari al 26% della superficie mondiale (segue la Spagna col 23%). Le olive biologiche prodotte in Italia sono destinate quasi esclusivamente alla produzione di olio; la produzione di olive da tavola e di creme d’oliva presentano un andamento positivo. In ambito nazionale, l’intera superficie bio della Puglia supera i 100mila ettari, su cui operano circa 6.000 imprese biologiche (di cui l’8% trasformatori e il 5% trasformatori-produttori). Con una media di quasi 20 ettari per singola azienda, i settori trainanti sono quelli cerealicolo e olivicolo. In particolare la Puglia si conferma regione leader per la coltivazione dell’olivo bio, grazie a 34 mila ettari dedicati: pari a circa il 30% del dato nazionale, al 29% dell’intera superficie biologica regionale, nonché al 9% dell’intera superficie olivicola pugliese.
Il programma – Intanto domani il programma prevede alle 9, la seconda sessione di assaggio della Giuria e l’ultima parte del seminario di degustazione avviato stamattina (in abbinata col BiolTour di visita a frantoi e oliveti biologici di Andria). Domani pomeriggio, poi, tour di Castel dl Monte e Matera, con cena sociale (posti esauriti). Ricca chiusura giovedì 28, con il BiolKids (la giuria dei ragazzi) all’Oliveti d’Italia e, al Chiostro San Francesco, l’esposizione degli oli più rappresentativi dei vari Paesi, con incontri fra buyers e produttori e degustazioni, seguita dal Forum “Olivicoltura biologica tra innovazione e tradizione” e dalla proclamazione dei vincitori dei migliori oli dell’annata e delle categorie parallele, dai blended ai premi territoriali; specifiche giurie assegneranno poi anche riconoscimenti al packaging più altri tematici, come la novità BiolDesign.
Il Premio Biol è patrocinato da Ifoam e Ministero delle Politiche Agricole, e si svolge in collaborazione con enti locali come Regione Puglia e Città di Andria, e vari organismi di settore tra cui Icea – Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale e Consorzio Puglia Natura.

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