Al via Cheese: numeri da record e formaggi da tutto il mondo


Con un numero record di espositori, 186 bancarelle e 44 stand, 48 Presidi Slow Food italiani e 24 internazionali, 20 nazioni rappresentate (contro le 12 dell’edizione precedente, due anni fa) apre domani a Bra (Cuneo) l’8/a edizione di Cheese, la rassegna internazionale dedicata alle ‘Forme del latte’, organizzata dall’associazione Slow Food e dal Comune piemontese. “Per non farci condizionare dalla crisi economica – dice Roberto Burdese, presidente di Slow Food – ci siamo concentrati per allestire un’edizione ancora più bella e più gioiosa, perché Cheese è anche questo, gioia di partecipare a una manifestazione che non è certo una semplice fiera, ma un incontro mondiale di chi continua a produrre formaggi buoni e di qualità e vuole spiegare al pubblico quali sono i vantaggi nel consumarli. Le adesioni ci hanno premiato: è aumentato il numero dei piccoli produttori di formaggi, soprattutto stranieri, è cresciuto il numero dei paesi presenti”. Nel centro della città cuneese, da giorni completamente trasformata dalla kermesse casearia che si concluderà lunedì prossimo, si ritroveranno allevatori di tutto il mondo, ma anche gli affinatori, gli chef, gli studenti dell’università di Scienze Gastronomiche (con sede a Pollenzo di Bra) che hanno preparato Cheese con 15 missioni all’estero. Ci saranno, tra i tanti, i produttori del Bitto, che animeranno l’Asta benefica per il progetto ‘Mille orti in Africa’, i custodi dello Sbrinz d’alpeggio, considerato il più antico formaggio svizzero, i pastori del Kenya che preparano lo yogurt con la cenere di un albero locale (il cromwo) noto per il potere disinfettanti. E ancora: i produttori dei nuovi Presidi tutelati da Slow Food, il Latte Nobile dell’Appennino Campano e il caciocavallo di Ciminà, i nomadi del Burkina Faso. “Il francese Hervé Mons, leader del gruppo degli affinatori – rivela Burdese – ci ha detto che non potrebbe mai mancare l’appuntamento di Cheese perché nella nostra manifestazione non prevalgono gli interessi degli organizzatori o del paese ospitante. E’ il miglior riconoscimento: Cheese ha una valenza politica, non si viene per vendere e basta, ma per discutere, fare alleanze per difendere le produzioni di qualità, per contrastare lo strapotere dei gruppi industriali, per educare o rieducare la gente ai gusti, ai sapori e alle proprietà dei prodotti fatti a regola d’arte”. Tra i temi lanciati quest’anno, ci sarà il benessere animale e la difesa della biodiversità, “che spesso pensiamo un impegno rivolto a razze di animali ai più forse sconosciute, di paesi lontani dall’Italia – osserva Burdese – ma che invece riguarda anche i nostri territori, anzi che proprio da lì deve cominciare”. Cheese aprirà i battenti alle 11 di domani, alle 16 l’inaugurazione ufficiale con il sottosegretario alle Politiche Agricole Roberto Rosso a rappresentare il governo. Chiusura alle 20 di lunedì prossimo.

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