Al via in Emilia Romagna il censimento della biodiversità

pecora cornellaCi sono esemplari di vite dai nomi sconosciuti ai piu’: dall’ Alionza alla Cornacchia, entrambe nel ravennate, dalla Bervedino in provincia di Piacenza al Lambrusco Oliva di Castelnuovo Rangone (Modena). Ma non mancano anche diverse specie zootecniche. L’oca romagnola, ad esempio, presente anche nel bolognese e nel ferrarese, il colombo sottobanca (nel modenese), la pecora cornigliese in provincia di Parma o la pecora cornella bianca attestata tra Modena e Reggio. Sono solo alcuni esempi del ricchissimo patrimonio di biodiversità della Regione Emilia Romagna che sta prendendo forma, con l’iscrizione di un primo elenco di 27 piante e animali, nel Repertorio previsto dalla legge regionale del 2008 per la “Tutela del patrimonio di razze e varieta’ di interesse agrario”presentato in occasione del Sana.
Oltre al Repertorio, che continuera’ ad essere implementato sotto la regia di un’apposita Commissione tecnico-scientifica, la legge prevede anche l’istituzione di vere e proprie ‘banche del germoplasma’ per la conservazione del patrimonio genetico e le nuove figure degli ‘agricoltori custodi’ (con un apposito albo regionale) cui spettera’ il compito di conservare ‘in situ’ le specie a rischio.

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