Al via la campagna “galline libere”

Galline libere su www.gallinelibere.lav.it, ma non solo sul web. Il nuovo mini sito internet e’ stato inaugurato oggi dalla LAV per spiegare in rete come riconoscere le uova di galline che razzolano in liberta’ perche’ tutti possano contribuire a liberare i 40 milioni di galline allevate ogni anno in Italia nelle gabbie in batteria: l’esortazione e’ a preferire l’acquisto di uova provenienti da allevamento biologico o da allevamento all’aperto. “Una scelta semplice ma efficace – sostiene Roberto Bennati, vicepresidente della LAV – Le uova non sono tutte uguali ed e’ importante leggere con attenzione l’etichetta che deve indicare il sistema di allevamento da cui provengono, evitando l’acquisto di uova da allevamento nelle gabbie di batteria perche’ questo sistema e’ tra i piu’ intensivi e innaturali per gli animali. In Italia l’80% delle galline sono allevate in gabbie che dal 1° gennaio 2012 non saranno piu’ legali in base alla Direttiva UE n.74/1999: e’ importante, dunque, che i produttori si convertano al piu’ presto all’allevamento non in gabbia e che supermercati e mense offrano solo uova di galline libere”. Non e’ semplice orientarsi nella giungla delle confezioni di uova che mostrano immagini accattivanti di valli e campi, bucoliche contadine che dal proprio grembiule distribuiscono mangime a galline che razzolano nei cortili, che nulla hanno a che vedere con le nude e fredde gabbie di batteria in cui l’80% delle galline sono state rinchiuse per la produzione della maggior parte delle uova in commercio in Italia. Per questo oggi e domani, domenica 14 marzo, la LAV e’ in 350 piazze d’Italia con la nuova guida-pratica al sistema di etichettatura delle uova, realizzata per aiutare al meglio i consumatori a orientarsi nella scelta della uova da galline libere. Alcuni studi, inoltre, hanno dimostrato che le uova da allevamento biologico o all’aperto sarebbero piu’ ricche di omega 3, vitamine A, E, D, B12, beta carotene, acido folico e conterrebbero meno colesterolo di quelle in gabbia. Ai tavoli LAV, i cittadini potranno anche firmare le cartoline-appello rivolte ad amministrazioni locali e supermercati invitandoli cosi’ a preferire le uova di galline libere, e sostenere questa campagna per restituire la liberta’ alle galline e portare a casa il tradizionale uovo di cioccolato fondente della LAV, in cambio di un piccolo contributo (minimo 11 euro). La vita nelle gabbie di batteria impedisce alle galline i piu’ elementari comportamenti etologici: come muoversi, aprire le ali o fare bagni di polvere. Il pavimento in fil di ferro provoca dolore e lacerazioni alle zampe, mentre la mancanza di spazio e la vicinanza forzata con altre galline crea loro stress che puo’ indurle a comportamenti aggressivi verso i simili o favorire altre patologie.

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