Al via tavolo a sostegno dell’export agroalimentare

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Un tavolo tra industria alimentare e istituzioni per promuovere e sostenere l’export del food and drink italiano. E’ quello varato oggi tra Federalimentare e rappresentanti dei ministeri competenti. Il tavolo detterà inoltre l’agenda della competitività del settore nei prossimi anni: individuazione e presidio dei nuovi e più strategici mercati, lotta a contraffazione e Italian sounding, superamento delle barriere tariffarie e non tariffarie per i nostri prodotti, oltre a sostenere il made in Italy alimentare nei suoi mercati chiave: Australia, Brasile, Canada, Cina e Hong Kong, Corea del Sud, Emirati Arabi, Giappone, Russia, Thailandia, Turchia e Usa. Una delegazione di Federalimentare si è infatti incontrata oggi al ministero degli Affari Esteri – informa una nota – con i rappresentanti dei ministeri di riferimento e dell’Agenzia Ice per avviare un percorso coordinato di “diplomazia economica” in favore del made in Italy alimentare. “L’istituzione di un tavolo per l’internazionalizzazione mette nuovamente l’industria alimentare al centro del Sistema Paese: il suo obiettivo – commenta il presidente di Federalimentare Filippo Ferrua Magliani – è difendere e promuovere i nostri marchi ed il Made in Italy alimentare nel mondo, in primis favorendo gli accordi per ridurre veri e propri ostacoli protezionistici come le barriere non tariffarie, spesso strumentalmente a carattere sanitario; ma anche attraverso lo sviluppo degli investimenti promozionali all’estero – per i quali sarebbe auspicabile la deducibilità – per combattere contraffazione e italian sounding Un’iniziativa che, in un momento di persistente stagnazione dei consumi interni, ci fa guardare con rinnovato ottimismo alle potenzialità di sviluppo del secondo settore manifatturiero italiano che ha iniziato l’anno con un +8,6%.” “Tra le proposte che abbiamo portato sul ‘tavolo internazionalizzazione – continua Luigi Scordamaglia, delegato di Federalimentare all’internazionalizzazione e membro del Cda Ice – la necessità di eliminare ogni pretesto per le barriere non tariffarie anche attraverso un maggiore coordinamento delle amministrazioni italiane coinvolte; è inoltre fondamentale concludere accordi di libero scambio (ridurre-eliminare i dazi), rafforzando il ruolo dell’Italia nei negoziati bilaterali; reputiamo strategica la creazione di una cabina di regia tecnica per l’export finalizzata anche ad evitare la dispersione di risorse oggi esistente; così come la strutturazione di linee di credito adeguate per le imprese che esportano e la qualificazione della nostra presenza all’estero: dai desk anticontraffazione all’addetto agroalimentare. Ma dobbiamo soprattutto facilitare la creazione di piattaforme distributive con sinergie tra grandi imprese e Pmi, unica soluzione per assicurare sui mercati emergenti la distribuzione delle nostre eccellenze alimentari”. L’industria alimentare italiana, 6250 aziende con più di 9 addetti e un fatturato di 130 miliardi di Euro, costituisce il 2 settore manifatturiero italiano, ricorda Federalimentare. Con i consumi interni in recessione, l’export rappresenta un’importante leva di redditività per il food and drink: nel 2012 ha raggiunto quasi 25 miliardi di euro, con un’incidenza sul fatturato totale dell’industria alimentare (130 miliardi di euro) del 19%. E’ la percentuale più alta di sempre, anche se ancora inferiore a quella di Germania, Francia e Spagna, che oscillano tra il 22% e il 29%. Nel primo quadrimestre del 2013 l’export alimentare è cresciuto già più dell’8%.

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