Alaska : modello vincente nella gestione dell’attività di pesca

La cattura del salmone selvaggio dell’ Alaska ha inizio a metà maggio, con il ritorno delle specie “rosso” (sockeye) e reale (king), nel bacino del fiume Copper ( www, coopperriversalmon.org ). All’inizio di agosto ci troviamo dunque a metà della stagione di pesca e, ad oggi, è già possibile stimare che le proiezioni del Dipartimento di Caccia e Pesca dell’Alaska (ADF&G) sono state di gran lunga superate. Infatti, al 9 agosto, il totale del pesce catturato nel fiume Copper è quantificabile in 2,02 milioni di esemplari di rosso e in 18.400 salmoni reali. Confrontando questo dato con il totale medio degli ultimi cinque anni, pari a 1,04 milioni di rosso e 20.000 di reale, l’andamento risulta chiaramente in positivo. La seconda area di pesca dell’Alaska, in ordine di importanza, è Bristol Bay . E’ qui che, ogni anno, ai primi di giugno, la più grande popolazione di salmone rosso risale i cinque sistemi fluviali di questa regione tanto vasta quanto remota (www,bristolbaysockeye.org ).
Tuttavia, anche se nelle prime due settimane della stagione si sono verificate massicce ondate di salmone rosso, nella terza settimana si è registrata una flessione al ribasso. I dati di Bristol Bay, quest’anno, ammontano a 22.158.000 pesci, contro i 28.595.000 del 2010, un 6% in meno calcolato sulla media degli ultimi dieci anni. Questa diminuzione, però, viene in qualche modo compensata dalla altre zone, tra cui quella del fiume Copper e di Kenai. In totale, la quantità di rosso pescato in tutto lo Stato, al 12 agosto, quindi a metà stagione si è attestata a 39.382.000 pesci, contro il totale dello scorso anno di 40.697.000. La media negli ultimi 5 anni è stata di 42 milioni di pesci.La pesca del salmone rosa (pink), in Alaska, ha inizio a luglio e continua in agosto. Si tratta della specie più piccola ma più abbondante. La maggior parte dei salmoni rosa viene pescata nelle regioni di Prince William Sound (PWS – Area n. 6) e in quella sud orientale . Per il 2011, la ADF&G ha previsto un quantitativo di pescato di ben 134.544.000 salmoni rosa. In queste due aree si ipotizza persino che le previsioni possano essere largamente superate mentre, a Kodiak, i risultati sono piuttosto scarsi. Il salmone rosa, tradizionalmente inscatolato, è sempre più spesso sottoposto a surgelazione, in risposta alla sempre maggiore richiesta delle industrie che, in questo modo, possono offrire ai consumatori un prodotto nutriente, economico e pescato nel segno dell’ecosostenibilità.
Le più importanti battute di pesca del salmone keta (chum), iniziano a tardo giugno e continuano fino agli inizi di agosto. Più della metà del pescato proviene dalla regione sud orientale mentre, è nel fiume Yukon che si ha la risalita della più grande popolazione di keta dell’Alaska. L’ADF&G prevede che, nel 2011, il numero di questi salmoni raggiungerà il numero di ben 19.478.000 esemplari, contro i 18.826.000 dello scorso anno: una media di 18,6 milioni negli ultimi cinque anni.
A metà luglio comincia la pesca del salmone argentato (coho) e, solitamente, si protrae fino alla fine di settembre/inizio ottobre. Per il 2011, l’ADF&G, ha previsto la cattura di circa 4,6 milioni di questa specie, contro una media di 4,1 milioni degli ultimi cinque anni.
Il salmone reale è la specie dalle dimensioni più grandi, ma è anche la meno abbondante dell’Alaska. Le proiezioni della ADF&G indicano un totale di 417.000 pesci per il 2011. Il 10% in meno rispetto alla media degli ultimi cinque anni, calcolata intorno ai 463.000. Il 70% dei salmoni reali dell’Alaska viene catturato dai pescatori con lenza al traino, nonostante anche la pesca con rete, nel fiume Copper e a Bristol Bay, abbia registrato un buon inizio di stagione. La maggior parte dei salmoni reali viene catturata durante l’estate, nonostante la pesca con lenza al traino sia attiva anche nel resto dell’anno nella regione sud orientale. Nei fiumi Yukon e Nushagak si verificano le più imponenti risalite di salmoni al mondo!
In conclusione, per il 2011, le previsioni di pesca del salmone selvatico sono indicate in 203.784.000 pesci (circa 429.600 tonnellate) contro il totale pescato del 2010 di 169.238.000 pesci (circa 364,400 tonnellate). La fluttuazione della quantità, in Alaska, dipende soprattutto dal salmone rosa, la cui popolazione può subire oscillazioni anche del 50% da un anno all’altro. Per tutte le altre specie, i quantitativi sono rimasti praticamente costanti dal 2005, compresi tra i 60 e i 68 milioni di pesci.
GESTIONE RESPONSABILE DELLE INDUSTRIE ITTICHE
L’Alaska è uno dei più grandi fornitori mondiali di pesce e di frutti di mare pescati in natura, tanto da essere considerata un modello vincente nella gestione dell’attività di pesca. Negli ultimi anni, la priorità del mercato è stata quella di avere una documentazione sempre più dettagliata per quanto riguarda il problema della sostenibilità. L’Alaska Seafood Marketing Institute (ASMI) si è rivolto a un ente di certificazione indipendente di parte terza, Global Trust Ltd., per esaminare e valutare la pesca commerciale secondo il codice di condotta per la pesca responsabile della FAO per l’anno 2010. L’11 marzo 2011, la Global Trust ha certificato la gestione responsabile della pesca del salmone dell’Alaska e, nel 2011, l’halibut, sempre dell’Alaska, è diventato il secondo sistema di cattura ittica a ricevere la certificazione. Tutto questo rappresenta per il consumatore un’importante garanzia di verifica del prodotto. L’ASMI ha presentato richieste di certificazione anche per le altre maggiori attività di pesca commerciale: carbonaro nero, granchio reale e della neve, merluzzo dell’Alaska. Attività attualmente in corso.
“L’Alaska ha gestito le attività di pesca basandosi sul principio di rendimento sostenibile dal 1959, quando divenne uno stato e inserì in concetto di sostenibilità nella sua costituzione, perciò da lungo tempo rispettiamo gli standard della FAO. Siamo entusiasti di poter offrire questo nuovo strumento ai consumatori del prodotti ittici dell’Alaska perché offre una certificazione tangibile in ottemperanza ai più elevati parametri, conforme al codice e alle linee guida della FAO. Questa certificazione vuole fornire una rispettabile e credibile alternativa ad altri programmi di eco-etichetta attualmente disponibili e offrire un’ulteriore garanzia ad acquirenti, mercati e azionisti”. Queste, le osservazioni del direttore esecutivo dell’ASMI, Ray Riutta.
Dal momento che la certificazione viene fornita attraverso l’ASMI, non vi sarà alcun costo per i diritti di utilizzo del logo. La certificazione aiuterà ad affermare l’Alaska come produttore leader nel mercato ittico sostenibile e responsabile. Questo programma è indipendente e non incide su altri sistemi di certificazione.

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