Alimentare: Antitrust, cresce grande distribuzione, criticità

>>>ANSA/ VOLA L'INFLAZIONE, PREZZI RECORD PER CARRELLO DELLA SPESA”Un aumento del potere di mercato della grande distribuzione organizzata nei rapporti
commerciali con i fornitori, anche attraverso un rafforzamento del ruolo delle centrali di acquisto, i cui effetti si riverberano non solo sulle condizioni economiche nel mercato a monte dell’approvvigionamento ma anche in quello a valle delle vendite, con possibili ripercussioni a danno dei consumatori finali”. E’ questa la fotografia del ruolo della GDO nella filiera agroalimentare che emerge dall’indagine conoscitiva dell’Antitrust conclusasi nelle scorse settimane. L’indagine, spiega l’Authority, ha evidenziato la presenza di ”criticità tanto nelle caratteristiche strutturali quanto in quelle di funzionamento del settore, riscontrando in particolare un aumento della problematicità nei rapporti tra fornitori e grandi distributori”.
L’Autorità, alla luce dell’incremento del potere di mercato della GDO dal lato della domanda, ricorrerà a tutti gli strumenti di intervento previsti dalla normativa a tutela della concorrenza, valutando gli eventuali effetti anticompetitivi sul benessere del consumatore non solo in un’ottica di breve periodo ma anche di medio-lungo periodo. Tre i punti salienti dell’indagine: – 90% MERCATO IN MANO A 18 OPERATORI MA PESANO MERCATI LOCALI. Il grado di concentrazione nel settore della GDO, comprensivo dei grandi gruppi distributivi e della distribuzione organizzata, ”non risulta particolarmente elevato, soprattutto se confrontato con quello degli altri principali Paesi europei”: a gennaio 2011, in particolare, il 90% delle quote di mercato risultava detenuta da circa 18 operatori, di cui solo 2 con una quota superiore al 10%, e 6 con una quota superiore al 5%. La presenza degli operatori non è tuttavia uniformemente distribuita a livello nazionale. – SUPERCENTRALI D’ACQUISTO A FORMAZIONE ‘VARIABILE’. E’ aumentata la presenza delle supercentrali d’acquisto, 7 in tutto, che aggregano 21 catene, con una quota delle vendite nazionali complessive della GDO pari a quasi l’80 per cento. ”Nate per rispondere alla pressione concorrenziale dei grandi gruppi internazionali, le grandi centrali d’acquisto, attraverso le quali le singole catene contrattano le condizioni con i fornitori, hanno subito, negli ultimi anni, trasformazioni che sollevano problemi concorrenziali”, osserva l’Antitrust: prima fra tutte la variabilità della loro composizione, con operatori che entrano e escono dalle diverse centrali. – FORNITORI IN DIFFICOLTA’, PESANO I CONTRIBUTI PER SERVIZI. In base agli elementi raccolti nel corso dell’indagine, anche attraverso l’elaborazione di questionari compilati da 320 imprese agroalimentari nazionali, emerge un quadro di rapporti conflittuali tra produttori e GDO relativamente ai contributi versati dai primi a fronte della prestazione di servizi espositivi, distributivi e promozionali: si tratta di una voce che in genere incide per circa il 40% sull’insieme delle condizioni economiche trattate. (ANSA)

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