Alimentare: Modena discute di tutela dell’aceto balsamico

aceto balsamico di ModenaUno dei principali prodotti agroalimentari italiani nel mondo, con oltre il 90% di prodotto esportato, commercializzato in 120 paesi. E’ l’Aceto balsamico di Modena Igp, figlio delle terre di Modena e Reggio Emilia, che dall’inizio dell’anno è tutelato da un consorzio appositamente creato per rispondere alle numerose contraffazioni. Di questo si è discusso a Modena nell’incontro organizzato dal Consorzio per migliorare la strategia di contrasto. L’aceto balsamico di Modena Igp ha infatti una produzione ‘ufficiale’ di 90 milioni di litri l’anno per un fatturato che supera in partenza i 400 milioni, e arriva a 600 milioni al consumo. Numeri che sono paragonabili a quelli della contraffazione, producendo di conseguenza un danno importante per i produttori e confusione tra i consumatori. Federico Desimoni, direttore del consorzio, ha spiegato che ora ci sono ”doveri e responsabilità da cui non ci si può sollevare e c’è la necessità di una rilettura della normativa in vigore, che dice che i termini come ‘balsamico’ e ‘aceto’ appartengono al linguaggio comune ma vanno usati rispettando le normative. Quindi quello che faremo è capire cosa vuol dire rispettare le norme, nel caso andando fino alla Corte di giustizia europea. ‘Aceto’ e ‘balsamico’ sono termini comuni ma non generici”. Dello stesso parere il presidente del consorzio (che rappresenta il 98% della produzione certificata), Stefano Berni, che da un lato ha posto come priorità la via diplomatica all’interno delle istituzioni comunitarie, ma ”non dimentichiamo – ha aggiunto – che come ‘ultima ratio’ abbiamo il ricorso alla Corte. E sono sicuro che potremmo avere risposte positive”. Intanto, per l’assessore all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni, la costituzione del consorzio è ”un traguardo e un punto di partenza allo stesso tempo. Siamo consapevoli che l’aceto balsamico di Modena è uno dei prodotti di origine più usurpati nella sua denominazione e l’azione di tutela è la condizione stessa per valorizzare questo prodotto”. Presente all’incontro anche Paolo De Castro, presidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo: ”Un esempio concreto dell’attenzione delle istituzioni europee sul tema è rappresentato dalla norma introdotta dal Parlamento europeo che permette di ritirare prodotti contraffatti all’interno del mercato comunitario. Fuori dai confini europei – ha spiegato – bisogna però andare per vie diplomatiche. Emblematico il recente accordo Ue-Canada che apre di fatto nuovi straordinari scenari di crescita per i nostri prodotti di qualità”. (ANSA)

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