Alimentare: presentato a Expo Segno Unico Italia contro le imitazioni

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L’agroalimentare italiano ha d’ora in poi un nuovo strumento di promozione, un suo unico segno distintivo. E’ stato presentato a Expo dai ministeri delle Politiche Agricole e dello Sviluppo economico, e ha questo obiettivo: promuovere sotto un segno unico le eccellenze italiane, per contrastare il cosiddetto “italian sounding”, la contraffazione mascherata da “italianità”. Il nuovo segno raffigura una bandiera italiana morsicata, accompagnata da questa scritta: ‘the extraordinary italian taste’. D’ora in avanti sarà presente sugli scaffali della grande distribuzione organizzata all’estero, nelle fiere internazionali, nelle campagne di comunicazione. E’ il nuovo simbolo del “made in Italy” agroalimentare. “Non si tratta di un brand di prodotto che si sovrappone al made in Italy – ha precisato il vice ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda -. E’ un’operazione pratica per affrontare le sfide cruciali per il settore”. La più importante è quella di portare nel 2015 i veri prodotti italiani sugli scaffali della grande distribuzione nel mondo, ‘in primis’ dei mercati statunitense, canadese, giapponese, “mentre il prossimo anno il governo si concentrerà anche su come affrontare il mercato cinese” ha detto Calenda. “In tutto il mondo troppi consumatori comprano cibo italiano che in realtà non lo è – ha aggiunto Calenda -. In primo luogo perché non trovano quello autentico”. Il nuovo “segno” dovrebbe fornire questa garanzia di italianità”. Il segno unico distintivo del made in Italy è solo una parte del più ampio piano straordinario per il settore agroalimentare lanciato dal governo, per il quale sono stati stanziati 72 milioni di euro mettendo a sistema contributi privati. “Si tratta di un piano di internazionalizzazione per le piccole medie imprese – ha spiegato il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina -. Vogliamo assicurare all’Italia più imprese esportatrici, presenti in modo più stabile sui mercati internazionali, per toccare i 50 miliardi di euro in esportazioni entro il 2020”. Dei 72 milioni di euro stanziati circa la metà sarà utilizzata per una campagna di comunicazione contro l’italian sounding; le altre risorse serviranno a lavorare sulla grande distribuzione. “Per la prima volta l’Italia con le sue diverse realtà fa squadra al di fuori dei confini”, ha commentato Martina. L’agroalimentare italiano si presenterà per la prima volta sotto il nuovo segno distintivo all’Fmi Connect di Chicago, la fiera dedicata alla grande distribuzione organizzata, che si terrà a giugno e a cui si presenteranno insieme anche le tre manifestazioni fieristiche più importanti dell’agrolaimentare italiano: TuttoFood (Fiera Milano), Cibus (Fiera di Parma) e Vinitaly (Veronafiere).(di Michela Nana – ANSA).

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