Alimentare: Scanavino (Cia), non capisco protesta al Brennero

Scanavino
“Non capisco cosa ci sia da controllare al Brennero. Non è più un posto di frontiera, perché con l’Austria non c’è alcuna frontiera e lo dice Schenghen, non noi. Se mettiamo in discussione questo mettiamo in discussione l’Europa”. Lo ha detto il presidente nazionale di Confederazione Italiana Agricoltori, Dino Scanavino, a margine di un evento a Expo organizzato dalla stessa Cia con BolognaFiere. “I prodotti provenienti dai vari Paesi possono e devono essere controllati, perché c’è ovviamente rischio di contraffazione, così come avviene in qualunque altro settore – ha spiegato Scanavino -. Ma i prodotti non possono essere fermati per strada. E sia chiaro che le cosce di maiali polacchi, per fare un esempio, non diventano prosciutto di Parma Dop, perché ci sono protocolli precisi che garantiscono la qualità di certi prodotti”. L’importazione di prodotti dall’Europa “non può essere vista come un problema”, ha aggiunto il presidente di Cia. E’ piuttosto “una risorsa”, in un’Europa in cui “esiste la libera circolazione delle merci e l’industria agroalimentare non può essere alimentata solo da produzioni nazionali”. “Cerchiamo di valorizzare il made in Italy, ma senza fermare il resto – ha concluso -. Siamo europeisti e, allo stesso tempo, convinti che l’Italia abbia i migliori prodotti del mondo. Ma siamo aperti alla competizione”.

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