Alimentare: Ue, per promozione aiuti da 61 a 200 mln nel 2020

salumi casa italia coni2La Commissione europea ha varato la proposta del commissario Ue all’agricoltura Dacian Ciolos di riformare la politica europea di promozione dei prodotti agricoli e agroalimentari, aumentando progressivamente gli aiuti europei dai 61 milioni di euro nel bilancio 2013 a 200 milioni nel 2020. La proposta passa ora all’esame del Parlamento e del Consiglio Ue. L’Italia da tempo chiede all’Europa una nuova strategia per portare ulteriore ossigeno alle sue esportazioni agroalimentari nel mondo.L’agroalimentare europeo con il 18% delle sue esportazioni sul mercato mondiale, prodotte per il 99% da piccole e medie aziende, contribuisce più dell’auto o dei farmaci, a tirare l’economia europea fuori dalle secche della crisi. E della nuova politica europea di promozione dei prodotti agroalimentari, proposta da Bruxelles, se ne occuperà in tempi brevi il Parlamento europeo, per poi ricadere sul tavolo della presidenza italiana dell’Ue, a partire dal luglio 2014. L’obiettivo: renderla operativa dal gennaio 2016. La prima novità della nuova politica di promozione riguarda l’ammontare dei fondi che verranno progressivamente triplicati rispetto agli attuali. In generale, Bruxelles finanzia il 50% delle iniziative, ma ha deciso di portare il tasso al 60% per i programmi di promozione verso i Paesi terzi e per quelli dove partecipano operatori di diversi Stati membri. A chi già da ora considera i fondi insufficienti, Ciolos risponde che, “se Parlamento e Consiglio vogliono aumentarne la dotazione devono dire dove prendere i soldi”. E aggiunge: “spero che il settore sia in grado di assorbire quelli ora proposti”. Altre novità importanti, il fatto che aumentano le categorie dei beneficiari, come le organizzazioni di produttori; che la promozione si apre a più prodotti, come le paste alimentari; e si potrà menzionare anche l’origine e marchi di prodotti. Contrariamente al passato poi, tre quarti dei fondi sono destinati al mercato mondiale, e solo un quarto serve al mercato europeo. Per la prima volta – ha spiegato il commissario – “le azioni di promozione si focalizzano verso le aree e i Paesi dove la domanda é crescente e dove l’Europa sta portando avanti accordi di libero scambio”, tra questi il Giappone e gli Usa. Per la selezione dei programmi di promozione e per la gestione di quelli che riguardano più Stati membri, la Commissione farà ricorso all’Agenzia Ue per l’alimentazione, la salute e i consumatori che ha sede a Lussemburgo.(ANSA)

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