Alimentare, week end di festa per Grappa del Trentino

La Grappa del Trentino, uno dei distillati piu’ importanti d’Italia conosciuto in tutto il mondo, sara’ di nuovo tra i protagonisti della 76esima edizione della Mostra dei Vini del Trentino, l’evento che si svolgera’ dal 18 al 21 maggio a Trento. Al Castello del Buonconsiglio, simbolo della citta’, l’Istituto di Tutela Grappa del Trentino sara’ presente con uno stand istituzionale che raccogliera’ ben 24 aziende associate. Nello stand dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, oltre a conoscere da vicino l’arte della distillazione in Trentino con la possibilita’ di degustazioni guidate sui vari prodotti in assaggio, saranno presenti oltre 40 diverse etichette tra cui circa 30 grappe cosiddette “giovani”, comprese quelle realizzate con monovitigni autoctoni (Teroldego, Nosiola, Marzemino), il vero vanto della grappa del Trentino. Inoltre oltre 10 grappe che hanno fatto un passaggio in legno.
“In questa edizione della Mostra – commenta il Presidente dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, Beppe Bertagnolli – abbiamo deciso di dare maggiore visibilita’ alle grappe monovitigno che sono poi quelle che rappresentano bene il nostro territorio e che fanno la forza del nostro prodotto”. Al Castello del Buonconsiglio gli appassionati avranno un modo facile e diretto per incontrare i produttori nel loro territorio e la possibilita’ di degustare, ma anche di scoprire le distillerie stesse con la possibilita’ di poter fissare delle visite in azienda.
La Grappa del Trentino e’ tra i distillati piu’ antichi d’Italia. Oltre alla qualita’ della materia prima a distinguere il prodotto del Trentino e’ infatti proprio la tradizione che da tempo ha portato i distillatori a non guardare alla quantita’, ma alla qualita’ attraverso l’impiego del sistema trentino “bagnomaria” che consente di riscaldare le vinaccia in modo indiretto. Si utilizzano alambicchi discontinui caricando nella cucurbita (il paiolo) la vinaccia insieme ad acqua e proprio qui sara’ riscaldata lentamente. Fu proprio un trentino a progettare questo tipo di alambicco, Tullio Zadra. Oggi quello del “bagnomaria” e’ il sistema piu’ utilizzato in Trentino perche’ nonostante sia piu’ costoso e piu’ impegnativo a livello di lavorazione, rende migliori profumi e aromi delle grappe. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino e’ calcolato intorno ai 15milioni di euro per l’imbottigliato e 2milioni di euro per quanto riguarda la materia prima.

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