Alimentari, prezzi nuovamente in rialzo


Il carrello della spesa alimentare continua a mostrare, seppur lentamente, una tendenza al rialzo (piu’ 0,7 per cento in un anno). Non siamo alle impennate di tre anni fa, ma la situazione evidenzia qualche campanello d’allarme, visto soprattutto che i prezzi sui campi continuano a scendere (meno 16 per cento negli ultimi due anni). E tutto cio’ si ripercuote sui consumi, che, dopo la ripresa del primo trimestre del 2010, restano al palo. E questo non puo’ che preoccupare. Lo sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento dei dati provvisori dell’Istat sull’inflazione nel mese di novembre.
Il mondo agricolo -rileva la Cia- ha continuato cosi’ il suo apporto al rallentamento dell’inflazione. Un contributo che, pero’, gli imprenditori agricoli stanno pagando in termini di calo dei redditi (si prevede un meno 6-7 per cento nel 2010), viste la caduta dei prezzi all’origine e l’impennata dei costi produttivi, contributivi e burocratici.
Un eguale andamento, pero’, non si e’ ancora avuto nei vari passaggi della filiera agroalimentare e, di conseguenza, i prodotti non fanno registrare, al dettaglio, una reale diminuzione. A novembre -come rileva l’Istat- si e’ avuta una leggera ripresa (piu’ 0,1 per cento rispetto a ottobre scorso).
Una crescita non certo vistosa come quella degli anni scorsi, ma davanti a prezzi agricoli in calo c’era da aspettarsi una flessione, cosa che non e’ avvenuta. Invece, al dettaglio alcuni prodotti restano su livelli ancora alti, mentre per altri ci sono rincari che appaiono totalmente ingiustificati.
Per questo motivo la Cia ribadisce l’esigenza di rapporti sempre piu’ stretti e di accordi nella filiera e l’importanza di una maggiore trasparenza nei processi di formazione dei prezzi dal campo alla tavola, per poter cosi’ contrastare rincari artificiosi e non giustificati e manovre speculative.(AGI)

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