Alimentazione: a Massimo Montanari il premio Rabelais

L’imolese Massimo Montanari ha ricevuto il ‘Prix Rabelais’, destinato a studiosi che si siano distinti per la loro opera scientifica e di valorizzazione della cultura alimentare in campo mondiale. Il premio è stato istituito quest’anno dall’Institut de France (la più prestigiosa istituzione accademica francese) con la collaborazione dell’Istituto Europeo di Storia dell’alimentazione, con sede a Tours, e con la Fondazione francese per il patrimonio alimentare. Il prof.Massimo Montanari, accademico della Delegazione di Imola dell’Accademia Italiana della Cucina, è stato il primo a riceverlo. Per il prof.Montanari questo riconoscimento rappresenta, come spiega, “il frutto di un lavoro che faccio da moltissimo tempo su questi temi: nel 1972, giusto 40 anni fa, ho discusso la mia tesi di laurea a Bologna sulla storia dell’alimentazione contadina nell’alto Medioevo (diventata poi il mio primo libro, uscito nel 1979). Fu il mio maestro, Vito Fumagalli, ad avviarmi a questi interessi. Sotto la sua guida, e leggendo gli storici francesi che proprio in quegli anni cominciavano a interessarsi all’argomento, ho capito le grandi potenzialità degli studi sul cibo, come realtà al tempo stesso materiale e mentale, fisica e simbolica. Ho continuato a lavorarci per 40 anni, e vedere riconosciuto quel lavoro proprio dall’accademia francese è per me un approdo di enorme soddisfazione”. Per quanto riguarda i progetti futuri, il prof. Montanari sta lavorando a un nuovo libro. “Dopo ‘Gusti del Medioevo’, uscito quest’anno, che raccoglie la maggior parte dei miei saggi sulla cucina medievale, intesa come percorso dai prodotti alla tavola, adesso sto progettando un libro che vorrebbe raccontare la storia dei costumi alimentari ‘fissando’, come in una scena teatrale o in un film, alcuni pranzi o banchetti o semplici pasti realmente avvenuti e raccontati dai documenti”. Nato e residente a Imola, il prof.Massimo Montanari ha scritto oltre una ventina di libri, tradotti in molte lingue. Il maggiore successo è stato ‘La fame e l’abbondanza, Storia dell’alimentazione in Europà, tradotto in quindici lingue occidentali e orientali. Per il 150/o dell’Unità d’Italia ha scritto un saggio intitolato ‘L’identità italiana in cucinà, che rilegge la storia del nostro Paese sotto l’angolo della sua identità culturale, che esiste ben prima di quella politica; e prendendo il cibo, la cultura alimentare come punto di riferimento. L’anno prossimo curerà a Roma una mostra su questo stesso argomento, per conto dei ministeri della Pubblica Istruzione e dell’Agricoltura. Sarà un’iniziativa inclusa nei progetti per l’Expo milanese del 2015. (ANSA)

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