All’agriturismo serve il paesaggio. L’allarme di Agriturist

“Scriveremo nuovamente al Presidente del Consiglio e ai Ministri competenti – assicura con decisione Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist (Confagricoltura) – e questa volta pretenderemo risposta. Nella difesa dal saccheggio del suolo e dalla cementificazione del paesaggio, siamo in ritardo di almeno dieci anni rispetto, ad esempio, alla Germania e alla Gran Bretagna. Se continuiamo così, entro 75 anni non avremo un solo metro quadrato coltivabile!” L’allarme di Agriturist è senza mezzi termini e scaturisce da una attenta analisi dei dati resi disponibili dall’ISTAT. Nei 25 anni fra il 1982 e il 2007, abbiamo perduto 3,1 milioni di ettari di superficie agricola utile (SAU), e addirittura 5,8 milioni di ettari di superficie agricola totale (SAT). Parte di questa terra sottratta all’uso agricolo è stata convertita in bosco; ma 1,8 milioni di ettari sono stati mangiati irreversibilmente dal cemento, al ritmo medio di 200 ettari al giorno. Il suolo “verde” è sempre più considerato uno spazio a disposizione per iniziative economiche ritenute “nobili” per capacità di produrre occupazione e soprattutto rapidi profitti, come se l’agricoltura fosse un retaggio del passato non degno di un paese evoluto e non ci fosse più bisogno di ossigeno per garantire la nostra salute. In questo modo – prosegue la denuncia di Agriturist – si distrugge il paesaggio e con esso anche la vocazione turistica del territorio, in netta contraddizione con l’impegno, da tutti condiviso, almeno a parole, di sostenere lo sviluppo del turismo. Anche di questo delicato argomento si parlerà giovedì a Roma, in occasione della presentazione della presentazione della guida 2010 di Agriturist. Un’occasione per fare un bilancio del settore che sta attraversando un momento non facile nonostante abbia soferto meno del resto del comparto registrando, rispetto al 2008 una diminuzione di presenze del 3,3% a fronte del -4,3% che Eurostat assegna al turismo italiano nel suo complesso. Servono quindi, secondo la presidente di Agriturist “interventi concreti dello Stato e delle Regioni per tutelare un settore che fa bene all’agricoltura, allo sviluppo di tutto il turismo, all’ambiente, al paesaggio” “Nel 2002 – ha detto Vittoria Brancaccio – il fatturato medio di una azienda agrituristica era di 61.740 euro, nel 2009 è sceso a 55.570 euro” e le prospettive per il 2010 – dichiara Giorgio Lo Surdo, direttore di Agriturist – “aldilà di una generica speranza di ripresa del turismo, sono molto incerte. Ci sono segnali promettenti di un recupero della domanda estera, mentre da quella interna ci aspettiamo una crescente attenzione per la proposta enogastronomica e naturalistica”.

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