Alleanza Cooperative Agroalimentari: presentati documenti programmatici delle nove filiere

campo di grano verdeLa squadra dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari con le sue filiere si presenta per la prima volta al completo attraverso i documenti programmatici illustrati a Roma nel corso della IV Assemblea nazionale dell’Alleanza delle Cooperative Italiane – Settore Agroalimentare.
L’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari rappresenta oltre 5mila cooperative agricole aderenti, 800mila soci produttori e 93mila addetti per 36 miliardi di euro di fatturato, pari al 25% del valore della produzione agroalimentare nazionale, con un fatturato generato dalle esportazioni di 4 miliardi di euro.

Di seguito i punti centrali dei documenti programmatici presentati dai coordinatori di ciascuna filiera.

LATTIERO CASEARIO
CALZOLARI: COOPERAZIONE PUNTA SU EXPORT E CREAZIONE ORGANISMO INTERPROFESSIONALE

“Se da una parte è evidente la crisi del latte in Italia, con l’industria che ha messo in atto una prassi unilaterale per la determinazione del prezzo di acquisto, dall’altra sono buoni i riscontri che arrivano dalle esportazioni del nostro lattiero caseario”. Lo ha detto il coordinatore del settore lattiero – caseario dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e presidente di Granarolo, Gianpiero Calzolari, alla IV Assemblea nazionale dell’Alleanza delle Cooperative Italiane – Settore Agroalimentare in corso oggi a Roma. Per Calzolari, che in assemblea ha presentato il nuovo documento programmatico del settore: “L’export crescerà nel prossimo medio e lungo periodo grazie alla domanda europea ma soprattutto a quella dei Paesi emergenti, come Cina, Corea del Sud, Indonesia, Nord Africa e Sud America, particolarmente attratta dai nostri formaggi Dop. Per questo la cooperazione si concentrerà anche sulle relazioni con questa domanda dinamica del nostro lattiero-caseario, a fronte di un mercato interno saturo, dove è urgente l’adozione di provvedimenti. Come la costituzione di un’organizzazione interprofessionale tra produzione e distribuzione che dovrà necessariamente passare dalla cooperazione, cui viene conferito circa il 70% del latte prodotto nel nostro Paese. Sempre sul fronte interno – ha concluso Calzolari – sarà importante trovare delle forme di riconoscibilità del prodotto italiano e uscire dalle logiche del sottocosto, che non incentiva i consumi ma mette in seria difficoltà le imprese produttrici e di trasformazione. La volatilità dei prezzi e le speculazioni sulle commodity alimentari sono fenomeni difficilmente controllabili e prevedibili che creano da sempre forte instabilità nel settore, la cooperazione al fine di attenuare tali fenomeni sta studiando una misura finalizzata alla salvaguardia della marginalità del produttore di latte”.
Con 27.550 allevamenti (pari al 68% del totale in Italia) e circa 700 imprese cooperative che raccolgono il 70% della materia prima nazionale (quasi 7 milioni di tonnellate di latte), la Cooperazione contribuisce al sistema lattiero-caseario nazionale con un valore economico di circa 7 miliardi di euro (export all’11%), che corrisponde al 45% del fatturato complessivo della filiera. Un valore, quest’ultimo, che esprime il 19% del fatturato globale della cooperazione agroalimentare.
 
 
ORTOFRUTTICOLO
VERNOCCHI: PRIORITARIO PER ORTOFRUTTA RAFFORZARE COMUNICAZIONE SU SOSTENIBILITÀ PRODUZIONI ED APRIRE NUOVI MERCATI DI ESPORTAZIONE

“Rafforzare il presidio a livello nazionale e comunitario delle varie problematiche legate all’utilizzo dei prodotti fitosanitari è prioritario per il settore ortofrutta, al fine di promuovere la sostenibilità ambientale delle nostre produzioni. Due gli asset strategici su cui vogliamo lavorare: da una parte il supporto al processo di innovazione e ricerca per trovare soluzioni sempre più adeguate in condivisione con istituzioni e centri di sperimentazione e ricerca nazionali e europei; dall’altra la promozione di una corretta informazione sull’alto grado di sicurezza della nostra produzione, garantito dalle regole europee e nazionali, perché i progressi ottenuti fino ad oggi sono percepiti solo in minima parte dalla collettività e le emergenze fitosanitarie sono sempre all’ordine del giorno,  come ad esempio la cimice frutta xylella, Psa del kiwi”. Lo ha detto il coordinatore del settore ortofrutticolo dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Davide Vernocchi, alla IV Assemblea nazionale dell’Alleanza delle Cooperative Italiane – Settore Agroalimentare in corso oggi a Roma. “Fondamentale per la nostra filiera –  ha aggiunto Vernocchi, che in assemblea ha presentato il nuovo documento programmatico del settore – sarà anche la promozione di iniziative mirate all’apertura di nuovi mercati per garantire una maggiore reciprocità e la rimozione delle barriere tariffarie o fitosanitarie verso i Paesi extra UE. Altri obiettivi saranno il supporto alla definizione di proposte progettuali che spaziano dalla promozione all’internazionalizzazione, per affrontare la competizione sui mercati esteri più remunerativi. Priorità per il settore saranno anche la riduzione degli sprechi alimentari, con una gestione più efficiente delle eccedenze del mercato e il potenziamento degli aiuti alimentari a favore delle popolazioni bisognose”.
L’ Alleanza coop rappresenta circa 1000 cooperative ortofrutticole che esprimono 8 miliardi di euro di fatturato.
 
FORESTALE
TARELLO: 50% DEI BOSCHI ABBANDONATI A SE STESSI. AVVIARE SUBITO PIANO DI PREVENZIONE RISCHIO IDROGEOLOGICO

“È sempre più attuale il paradosso del nostro Paese, coperto da superficie boschiva per oltre un terzo del suo territorio ma che importa il 90% delle materie prime legnose. Oggi, con il 50% delle nostre foreste abbandonate a se stesse e un livello di produttività dimezzato rispetto ai principali competitor europei, viene meno anche il ruolo multifunzionale e ‘sociale’ svolto dai nostri boschi, non ultimo in termini di salvaguardia idrogeologica”. Lo ha detto il coordinatore del settore forestazione dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Gianni Tarello, alla IV Assemblea nazionale dell’Alleanza delle Cooperative Italiane – Settore Agroalimentare in corso oggi a Roma. “Occorre – ha proseguito Tarello – che si cominci a dare la giusta importanza a questo patrimonio anche attraverso la piena attuazione del Programma quadro per il settore forestale predisposto dal Mipaaf, dotandolo di risorse adeguate, e l’attivazione concreta da parte delle Regioni delle misure forestali contenute nei Piani di sviluppo rurale 2014-2020. Il comparto forestale – ha aggiunto – è inoltre il settore che darebbe maggiori opportunità per la prevenzione del rischio idrogeologico, per questo serve un piano di prevenzione del rischio, i cui costi sarebbero certamente inferiori a quelli che si sopportano a seguito di frane e alluvioni”.
Sono 350 le cooperative forestali che aderiscono alle Centrali Cooperative con circa 11.000 tra soci e addetti e un giro di affari di 250 milioni di euro. Il movimento cooperativo forestale ribadisce il proprio pieno sostegno alla proposta di Disegno di Legge scaturito dal Tavolo di filiera attivato presso il Ministero delle Risorse Agricole e Forestali.
 
VITIVINICOLO
SANTANDREA: CRESCE LA COOPERAZIONE NEL VINO, SERVE CORRETTO USO RISORSE OCM

“La cooperazione nel vino vale oggi 4,3 mld di euro, di cui 1,8 mld provenienti dalle esportazioni. Si tratta di un modello di glocalismo di successo che da’ forza a piccole imprese e che porterà alla nascita di un’unica grande centrale cooperativa”. Lo ha detto il coordinatore del settore vitivinicolo dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Ruenza Santandrea, alla IV Assemblea nazionale dell’Alleanza delle Cooperative Italiane – Settore Agroalimentare in corso oggi a Roma. “L’elevata frammentazione della produzione italiana – ha proseguito Santandrea – dà un ruolo centrale al sistema cooperativo che remunera i soci conferitori con un valore superiore rispetto al mercato e tutela il comparto ai tavoli di Roma e Bruxelles. Occorre – ha concluso Santandrea – che tutto il settore sia consapevole della grande responsabilità verso un utilizzo corretto delle risorse Ocm, perché dopo il 2020 le basse capacità di spesa delle risorse stanziate potrebbero essere l’indicatore per effettuare tagli mirati”.
Le 512 cooperative attive nel settore (quasi 179.000 i soci produttori) fatturano complessivamente 4,3 miliardi e coinvolgono poco meno di 8.700 addetti. Le dimensioni medie di una cooperativa vitivinicola associata sono pari a 8,4 milioni di euro di giro d’affari e, in termini di occupati, l’impresa vitivinicola coinvolge mediamente 17 addetti. Nel 2015 il fatturato aggregato derivante dall’export delle cantine cooperative è arrivato a 1,8 miliardi di euro, pari al 35% circa di tutto il valore del vino commercializzato all’estero.
 
CEREALICOLO
MARCELLINI: PRODUZIONE CEREALI LAVORA SOTTOCOSTO. NECESSARIA CAMBIALE AGRARIA PER LE COOPERATIVE

“La fase agricola della produzione di cereali sta lavorando sottocosto”. E’ quanto afferma la coordinatrice del settore cerealicolo e servizi dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Patrizia Marcellini, alla IV Assemblea nazionale dell’Alleanza delle Cooperative Italiane – Settore Agroalimentare in corso oggi a Roma. “Tale difficile situazione si ripercuote anche sulle strutture intermedie, soprattutto cooperative, che danno servizi alla fase agricola e che stanno soffrendo una mancanza di liquidità. È perciò prioritario – ha proseguito – garantire alle cooperative, anello centrale della filiera, di poter utilizzare lo strumento della cambiale agraria – ad oggi appannaggio dei soli Consorzi agrari – affinché sia agevolata la loro liquidità e possano rispondere alle esigenze dei soci. Occorre inoltre ridurre la frammentazione della fase di produzione, concentrare l’offerta e potenziare le relazioni commerciali lungo la filiera sviluppando maggiormente l’aggregazione sia orizzontale che verticale, affinché sia tamponata l’estrema volatilità dei mercati delle commodities agricole. Questa fase di difficoltà che sta colpendo la produzione di mais, così come quella di orzo, non ha lasciato indietro neanche la produzione nazionale di grano. A tale riguardo si sottolinea la centralità dell’istituzione – da parte del ministero delle Politiche agricole e del ministero dello Sviluppo economico – della Cabina di regia della pasta, importante ora più che mai per la tutela e la valorizzazione della filiera della pasta, e del grano duro nazionale – matrice originaria del nostro made in Italy conosciuto in tutto il mondo”. 
 
OLIO
FIORILLO: BENE 2015 PER L’OLIO ORA ‘PATTO DI LEALTÀ’ TRA LE PARTI PER EVITARE BROGLI

Per Elia Fiorillo, coordinatore del settore olivicolo dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, intervenuto alla IV Assemblea nazionale dell’Alleanza delle Cooperative Italiane – Settore Agroalimentare in corso oggi a Roma: “L’Assemblea nazionale del settore olivicolo rappresenta un importante momento di confronto e d’individuazione di obiettivi da perseguire in un momento non certamente facile per tutto il comparto. Se quest’anno la produzione sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo – ha continuato Fiorillo, che in assemblea ha presentato il nuovo documento programmatico del settore – ha fatto registrare punte decisamente positive, che fanno scordare “l’anno horribilis” che fu il 2014, restano i problemi di sempre che vanno affrontati e non esorcizzati con posizioni velleitarie – né tanto meno strumentali – da parte di tutti i componenti della filiera olivicola-olearia”. Il coordinatore del settore olivicolo delle Cooperative Agroalimentari conclude: “Certo, serve l’unità’ – non di facciata però – di tutto il comparto, ma su un percorso condiviso, incentrato soprattutto su di un “patto di lealtà” tra le parti per evitare brogli che pesano a livello d’immagine su tutti. Bisogna però impegnarsi anche sulla ricerca, la formazione, l’innovazione tecnologica e sulla fidelizzazione consapevole del consumatore. Puntando su questi obiettivi il Piano olivicolo nazionale, che stanzia per il settore 32 milioni di euro, può diventare un grande volano di razionalizzazione e sviluppo”.
 
BIOLOGICO
BERTOLDI: LA COOPERAZIONE E’ UNA SCELTA VINCENTE NEL BIOLOGICO, MA OCCORRE ORGANIZZARE DI PIU’ LA FILIERA PER RISPONDERE ALLA DOMANDA CRESCENTE E DIFENDERSI DALLE IMPORTAZIONI

“La crescita che si registra ogni anno nel consumo di prodotti biologici – che nel 2014 ha segnato un +11% nelle vendite presso la GDO – non è accompagnata da una crescita delle produzioni”. E’ quanto rileva il coordinatore del settore biologico dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Andrea Bertoldi, durante IV Assemblea nazionale dell’Alleanza delle Cooperative Italiane – Settore Agroalimentare in corso oggi a Roma.
La domanda rischia di essere coperta dalle importazioni che nel 2013 sono aumentate del 21% rispetto all’anno precedente. “Per riuscire a far fronte alla richiesta crescente dei consumatori italiani e stranieri – continua Bertoldi – è pertanto necessario raddoppiare la produzione biologica nazionale, incrementando la conversione delle superfici e qualificandola rispetto ad alcune produzioni specifiche. È infatti sconcertante che oltre il 50% del prodotto che proviene da coltivazione biologica si perda e non venga venduto come biologico perché non certificato”. 
“Un supporto agli operatori nella fase della conversione è dunque prioritario – prosegue il coordinatore del settore biologico dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari – e per farlo devono essere messi in campo strumenti di sostegno diretti per la fase di certificazione ma anche per la gestione dei rischi”. In agricoltura biologica infatti la possibilità di sostenere il reddito dei produttori nella fase di conversione e avere a disposizione maggiori strumenti per la gestione dei rischi –  questi ultimi fondamentali perché l’agricoltura biologica è per sua natura più esposta ai rischi – sono strade essenziali per sviluppare il settore, mantenendo al contempo la fiducia del consumatore. Tali opportunità vanno trovate nella normativa comunitaria, la cui modifica è in questi giorni nella fase finale della discussione, nella programmazione nazionale e regionale, ma anche in strumenti privati elaborati per la gestione dei rischi a livello aziendale.  
La cooperazione è la struttura societaria che, per i suoi valori, più si presta a rispondere a questi bisogni e non ultimo a quello di favorire l’aggregazione e la programmazione dell’offerta rispetto al mercato, come previsto tra l’altro nelle proposte per il settore inserite nel documento programmatico presentato in Assemblea. Ma anche altri strumenti possono essere sviluppati come ad esempio i distretti agroalimentari di qualità biologica o la costituzione di una Organizzazione interprofessionale per una migliore integrazione di filiera.  
 
ZOOTECNIA
BETTINI: ZOOTECNIA SETTORE VULNERABILE, PREOCCUPANO ATTACCHI MEDIATICI

“Oggi il settore della zootecnia è estremamente vulnerabile a causa di squilibri tra domanda ed offerta, aumento dei costi di produzione e degli oneri burocratici, oltre che dall’inefficace organizzazione economica del prodotto, problematiche che coinvolgono tutti i settori del comparto: bovino, suino, avicunicolo e persino apistico. In Italia, in particolare, il numero degli allevamenti è in diminuzione, anche se negli ultimi 9 mesi si registra un aumento delle macellazioni derivante da importazioni di animali, con un calo del consumo di carne, in particolare bovina, ed una forte pressione competitiva da parte dei Paesi Terzi. In tale contesto non possono non destare estrema preoccupazione le ulteriori difficoltà derivanti dai ripetuti ed ingiustificati attacchi mediatici rivolti al settore, volti a screditarlo ed a creare sfiducia tra i consumatori, oltreché dai mutati stili di vita”. A lanciare l’allarme, il coordinatore del settore zootecnico dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Giovanni Bettini, alla IV Assemblea nazionale dell’Alleanza delle Cooperative Italiane – Settore Agroalimentare in corso oggi a Roma. Bettini, che in assemblea ha presentato il nuovo documento programmatico del settore, ha inoltre sottolineato l’esigenza di attuare al più presto politiche di settore in grado di affrontare, in modo organico, tutti i fattori della filiera ed aumentare il potere contrattuale degli allevatori. “Appaiono indispensabili i più opportuni interventi – ha aggiunto – in grado di favorire un adeguato supporto economico e di programmazione per garantire concentrazione dell’offerta, competitività, salvaguardia del reddito, stabilità dei mercati e salvaguardia delle produzioni nazionali sinonimo di qualità e del made in Italy”.
Le cooperative sono un elemento portante della zootecnia italiana: tra le prime 10 imprese nazionali 5 sono cooperative; quelle di macellazione e commercializzazione rappresentano il 13% nel bovino, il 15% nel suino ed il 70% nell’avicolo, mentre quelle del settore apistico rappresentano circa il 50% della produzione di miele nazionale.
Le cooperative aderenti all’Alleanza delle Cooperative Italiane operanti nel settore della zootecnia sono 420, con 14.544 soci, 22.394 addetti, con un fatturato complessivo di 9,43 miliardi di euro.
 
FLOROVIVAISMO
QUILICI: FLOROVIVAISMO IN STAGNAZIONE MA QUALITA’ RIMANE ALTA. SERVE INNOVAZIONE DI PRODOTTO E DI MARKETING

“Il settore del florovivaismo attraversa una profonda crisi, con stagnazione dei prezzi all’origine ancora maggiore rispetto a quella al consumo. Il settore però non ha perso nulla della capacità produttiva e del livello di eccellenza dei prodotti, pur risentendo della congiuntura economica negativa sia europea che italiana; per questo i margini per ripartire ci sono”. Lo ha detto il coordinatore del settore florovivaismo dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Luca Quilici, commentando i lavori della IV Assemblea nazionale dell’Alleanza delle Cooperative Italiane – Settore Agroalimentare in corso oggi a Roma. Per Quilici: “Serve lavorare su nuove forme di innovazione del prodotto e del marketing, come lo sviluppo di investimenti per piattaforme commerciali web sull’esempio olandese o l’incentivazione – e relativa certificazione – di progetti d’innovazione di prodotto e ricerca. Occorre anche diffondere maggiormente la cultura dei fiori e delle piante in vaso, o la promozione di prodotti florovivaistici territoriali che impattano meno sui trasporti rispetto ai competitor extra Ue”. 
Le cooperative del settore florovivaistico che aderiscono all’Alleanza Cooperative ammontano a 110 unità presenti in 15 Regioni. Il fatturato annuo complessivo di circa 220 milioni di euro.
 

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