Alluvione Secchia: E-R a Regioni Po, serve riassetto Aipo

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Dopo l’alluvione nel Modenese, “proponiamo alle altre Regioni del Po e al Governo un nuovo assetto complessivo dei poteri e delle competenze, che risponda ad una logica di migliore efficacia degli interventi, non solo in caso di emergenza, ma anche di gestione ordinaria del territorio”. La proposta è dell’assessore alla programmazione territoriale dell’Emilia-Romagna, Alfredo Peri, che insieme all’assessore Paola Gazzolo oggi è intervenuto in commissione regionale Territorio e ambiente durante l’audizione di Aipo (Agenzia interregionale per il Po) sulla rottura dell’argine del Secchia che ha determinato l’alluvione del 19 gennaio. “Aipo – ha aggiunto Peri – è una struttura fortemente indebolita da meccanismi amministrativi e organizzativi che così come sono le tolgono efficacia e tempestività d’azione. Il governo complessivo del sistema territoriale del bacino del Po deve essere una priorità nazionale, per l’importanza che riveste in termini economici, ambientali e sociali non solo per l’Emilia-Romagna”.
Il piano di mitigazione del rischio nel nodo idraulico di Modena, risorse certe e costanti per la cura del territorio, proporre alle altre Regioni del Po un radicale riassetto di Aipo: sono queste le priorità sottolineate oggi da entrambi gli assessori regionali Peri e Gazzolo, che hanno diffuso una nota dopo l’audizione di Aipo. “Il Piano straordinario per il nodo idraulico Secchia-Panaro e Naviglio c’è – ha sottolineato Peri – adesso occorre realizzarlo in tempi rapidi e certi. Per questo c’è bisogno di risorse immediate, che lo stesso Governo si è impegnato a concedere. Finora sono già stati finanziati interventi, in corso o da realizzare entro l’anno, per oltre 26 milioni. Ben prima che avvenisse la rottura del Secchia, la Giunta regionale ha inviato al Governo un piano di interventi urgenti programmati, con la richiesta di ulteriori finanziamenti per 19 milioni, divenuti poi 21 in seguito all’evento calamitoso. Si tratta di risorse indispensabili per mettere in lavorazione subito ciò che avevamo già pianificato, e che dopo l’alluvione ha un carattere di urgenza ancora maggiore”. “Per la cura del territorio servono risorse certe e costanti – ha ribadito l’assessore Gazzolo -. Come Regione stiamo facendo la nostra parte e le nostre scelte politiche sono chiare: nel bilancio 2014 abbiamo destinato 16 milioni alla sicurezza del territorio, ben più degli 11 milioni introitati per il demanio. Inoltre, già prima della rottura dell’argine, abbiamo messo a punto e inviato al Governo il Piano straordinario con la richiesta di finanziamenti per interventi urgenti. In Emilia-Romagna il reticolo idrografico è di 75 mila chilometri quadrati, a fronte dei 46 mila di quelli stradali. Ciò dà l’idea di quanto complesso e articolato sia il sistema di gestione e difesa del suolo, e di quanto sia indispensabile poter contare su finanziamenti sicuri e continuativi. La competenza dei finanziamenti della difesa del suolo è dello Stato, ma noi abbiamo sempre garantito la nostra compartecipazione e – ha concluso – continueremo a farlo”.

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