Altro che merendine, 8 bambini su 10 mangiano pane e salame

salame 2Secondo gli italiani qual è il salume per eccellenza? 43 italiani su 100 non hanno dubbi: è il salame, seguito dal prosciutto crudo (29,3%), dal prosciutto cotto (9%), dalla mortadella (6,7%), dalla bresaola (2,8%) e, a seguire, sotto il 2%, speck, salsiccia, pancetta e culatello. Un aspetto interessante è poi legato alle abitudini alimentari dei più piccoli. C’è infatti una tradizione che non sembra essere mai passata di moda, il 79,2% delle famiglie ancora oggi preferisce dare per merenda ai propri figli un panino al salame. Solo l’11,6% degli intervistati dichiara, infatti, di scegliere le merendine confezionate al momento della merenda. E’ quanto emerge dalla ricerca svolta dalla cooperativa agricola imolese Clai, affermata realtà a livello internazionale nel mercato delle carni fresche bovine e suine, insieme all’istituto di ricerca EuromediaResearch. Clai, con i suoi 54 anni di storia, un fatturato che oggi ammonta a 220 milioni di euro e una particolare specializzazione nel settore del salame e in particolare nella produzione industriale di salami realizzati solo con carne italiana (ovvero allevata, cresciuta e lavorata totalmente solo in Italia), in occasione della 18esima edizione di Cibus ha voluto approfondire maggiormente il rapporto degli italiani con il consumo del salame e in particolare il livello di importanza per i consumatori che la carne sia effettivamente al 100% italiana. Per quanto riguarda i consumi, gli italiani mangiano il salame, in media una o due volte la settimana (il 35,8% degli intervistati) principalmente come aperitivo e antipasto (32%) oppure come secondo piatto (28,6%), abitudine diffusa soprattutto nel centro Italia e tra le fasce d’età più giovani. Il dettaglio che accomuna la scelta dei consumatori è la bontà del salame, il 57,7% dichiara di scegliere il salame perché è buono e perché ha un gusto unico (18,3%). Clai, all’avanguardia in Italia nella produzione di salami con carni italiane al 100% (e quindi – precisa la cooperativa – non carni considerate italiane solo per aver trascorso una parte del proprio percorso produttivo negli allevamenti italiani) e l’unico produttore che può vantare questo standard qualitativo a livello industriale, ha anche analizzato con EuromediaResearch l’importanza che gli italiani danno al Made in Italy nelle proprie abitudini d’acquisto e nel salame. Il 65,3% degli intervistati dichiara di acquistare esclusivamente carne al 100% italiana e di essere anche disposto a spendere di più per acquistare carne italiana al 100%. Anche per l’acquisto del salame gli italiani guardano l’etichetta e l’89,5% delle persone intervistate ritiene molto importante che il salame che acquista sia prodotto con carni italiane al 100%. “Non tutti i salami sono rigorosamente italiani al 100 per cento – spiega Giovanni Bettini, presidente di Clai – Noi di Clai possiamo garantire che i nostri salami provengono da una filiera controllata dai campi alla tavola. Ogni salame è prodotto esclusivamente con carni di suini pesanti italiani, nati, allevati e lavorati in Italia, secondo i parametri più rigidi applicati per le DOP prosciutto di Parma e San Daniele: una scelta produttiva sull’intera gamma di salami che è una vera rarità nel settore industriale dei salumi”. La Cooperativa Imolese durante il Cibus 2016, il Salone Internazionale dell’Alimentazione organizzato da Fiere di Parma e Federalimentare che si svolge a Parma, presenterà due salami speciali prodotti con il 100% di carni italiane: lo “Strolghino allo zenzero Clai” e lo “Strolghino al tartufo nero estivo Clai”. (ANSA)

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