Alunni intossicati dalla frutta in Liguria. Zaia: tolleranza zero
- mercoledì, 10 marzo 2010, 18:17
- Alimentazione, Primo Piano
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Il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia ha dato mandato ai Nuclei Antifrode Carabinieri e all’Ispettorato Centrale per il controllo della qualita’ dei prodotti agroalimentari e repressione frodi di fare tutti gli accertamenti necessari per appurare cosa sia accaduto nella scuola elementare Matteotti di Manesseno, nell’immediato entroterra di Genova, dove ieri nove bambini hanno dovuto fare ricorso alle cure dei medici per una probabile intossicazione alimentare. Tutti i bambini, tra i 9 ed i 10 anni, avevano accusato i sintomi dopo aver consumato mele biologiche distribuite da una ditta di Cesena. Cosi’ ieri i carabinieri del Nas avevano sequestrato la frutta della scuola per sottoporla ad analisi, allargando il provvedimento di sequestro anche ad altri quattro istituti genovesi approvvigionati dalla stessa ditta. ”Il principio della tolleranza zero, nell’eventualita’, mi auguro remota, in cui dovessero emergere responsabilita’ in capo alle aziende fornitrici, verra’ applicato severamente – afferma il ministro in una nota -. Quanto accaduto apparirebbe tanto piu’ grave considerando che a subire il danno sono stati dei bambini”. ”Non e’ pensabile che un progetto nato per l’educazione alimentare, e da noi promosso, possa incorrere in problematiche come quella segnalata – conclude Zaia -. E’ ovvio che ci sarebbero severi provvedimenti, gli unici a poter garantire il prosieguo dell’iniziativa ‘Frutta nelle scuole’, che gia’ sta dando ottimi risultati nel resto del Paese”. (ANSA).
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Si tratta di una bufala assoluta, dovuta all’agenzia di stampa AGI, che ha diffuso la notizia dell’intossicazione alimentare indicandone la fonte nelle mele biologiche.
Così non è: come risulta con assoluta evidenza dagli atti, si trattava di mele di produzione convenzionale e non biologica.
Ma non solo: come risulta dal Rapporto d’analisi del Dipartimento di Genova dell’Arpal del 15 marzo, neanche tali mele convenzionali presentavano contaminazioni da sostanze
chimiche nè da patogeni.
La falsa notizia dell’AGI, ripresa da alcune testate su carta e su web ha causato un pesante danno d’immagine al comparto della produzione biologica italiana (che è leader a livello mondiale, con 49.654 aziende e oltre un milione di ettari), inducendo i lettori a ritenere (ma senza prova nè motivo alcuno) che la frutta biologica possa essere in qualche modo collegata a rischi sanitari.
Così non è.
Al contrario: essendo coltivati sotto un rigoroso sistema di controllo europeo, escludendo il ricorso a sostanze chimiche di sintesi e presentando alle analisi una maggior ricchezza nutrizionale, i prodotti biologici sono particolarmente adatti al consumo dei bambini.
Non a caso lo studio condotto nel 2003 dalla School of Public Health and Community medicine dell’Università di Washington si conclude con le parole “Il consumo di prodotti
biologici costituisce un mezzo relativamente semplice a disposizione dei genitori per ridurre l’esposizione dei loro bambini ai pesticidi” e lo slogan della campagna con cui l’Unione Europea ne promuove il consumo è “Agricoltura biologica. Fa bene alla natura, fa bene a te”.
Nessun rischio sanitario:in questo caso l’unico rischio è quello di un giornalismo vergognosamente sciatto e per niente professionale.
Roberto Pinton
Segretario AssoBio
Associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione di prodotti biologici
Piazza dei Martiri n. 1
40121 Bologna
Per essere precisi la notizia è stata battuta da più di un’agenzia e lo stesso Mipaaf che promuove l’iniziativa “Frutta nelle scuole” ha emesso un comunicato in merito.
In ogni caso le stesso fonti hanno diffuso, e anche noi l’abbiamo pubblicata sul sito ieri mattina (www.conipiediperterra.com/sana-la-frutta-distribuita-nella-scuola-di-manesseno-0317.html) la notizia che le mele non hanno alcuna responsabilità rispetto al malessere che ha colpito i bambini