Ambiente e responsabilità sociale: la crisi non frena la spesa equo-solidale

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Prosegue fino al 25 ottobre la settimana di sensibilizzazione lanciata da Fairtrade Italia a favore di un’economia rispettosa dell’ambiente e delle persone. Decine di eventi per rendere i consumatori consapevoli delle loro scelte di acquisto e di come si possa fare qualcosa di concreto per sviluppare le aree più povere del pianeta. Nella Gdo sono due le iniziative di promozione in corso: “Equo per tutti” e “Io faccio la spesa giusta”, in collaborazione con Legambiente e a cui Alce Nero ha annunciato di aderire. “La campagna ‘Equo per tutti’ – spiega Paolo Palomba, direttore generale di Altromercato, societa’ veronese che con 350 ‘Botteghe nel mondo’ e 90 milioni di euro di fatturato rappresenta il 60% dell’equo e solidale (certificati Fairtrade compresi), vuole far conoscere una possibilita’ di rapporto equo, non caritatevole, con una rete di 150 produttori. Facciamo capire ai consumatori che, sostenendo il microcredito e il sistema di prefinanziamento sul raccolto ai contadini del Sud del mondo, tutti i giorni, non solo a Natale, si può realizzare del bene e portare a tavola più qualità, con una coerente politica degli eco-imballaggi, come attesta il nostro caffe’ tostato che e’ il primo ad aver tolto l’alluminio dalla confezione. Inoltre, il microcredito potrebbe essere realizzato a favore delle imprese italiane, con un progetto – annuncia Palomba – al momento in avviamento”.
Gli italiani d’altra parte dimostrano di avere maturato una maggiore consapevolezza rispetto a queste tematiche, seguendo una sensibilità già da tempo diffusa soprattutto in Nord Europa. Nonostante la crisi il senso di responsabilità sociale non sembra venire meno e aumenta il consumo di prodotti equo e solidali, con un paniere sempre più ricco e di buona qualità. Secondo un’analisi dell’Eurisko su un campione di 6 mila persone, sono circa 3,7 milioni i cittadini del Bel Paese che , sia nei negozi specializzati che nella grande distribuzione, sembrano meno attenti al portafoglio quando l’acquisto è motivato dall’esigenza della sicurezza alimentare e dalla voglia di equità per tutti. Il 32% degli intervistati afferma di conoscere i prodotti equo e solidali e il 7,6% di acquistarli almeno una volta l’anno. Altra leva e’ il prezzo di vendita dell’equo solidale, oggi più accessibile, grazie alla filiera corta. E’ prossima dunque la meta di 4 milioni di consumatori, anche alla luce del fatto che negli ultimi anni sono aumentati tra gli scaffali gli spazi dove trovare prodotti equo e solidali, con qualche ‘buco’ che pero’ persiste nella distribuzione al Sud.

Il mercato dell’equosolidale, spiega Legambiente, è in crescita, ed è passato in Italia da 39 milioni di euro (valore al consumo del 2007) ai 43,5 milioni del 2008 e in tutto il mondo da 2,3 a 2,9 miliardi di euro, ma, sottolinea il coordinatore della segreteria di Legambiente Maurizio Gubbiotti, necessita di essere ancora promosso.

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