Amflora: ancora commenti pro e contro

“L’autorizzazione della Commissione europea alla coltivazione della varieta’ di patata transgenica Amflora interrompe un embargo di anni, aprendo una finestra di possibilita’ nuove per l’agricoltura in Europa”. Così Confagricoltura commenta la decisione presa da Bruxelles e aggiunge:: “Questa notizia e’ il segno che si vuole finalmente porre fine al paradosso secondo cui in Europa si devono consumare prodotti contenenti Ogm, ma non consentire agli agricoltori di utilizzare varieta’ geneticamente modificate nei loro campi”.
”Come ogni cambiamento epocale e’ necessaria la massima prudenza, anche se bisogna prendere in considerazione che la scienza non puo’ essere fermata”. Cosi’ ha commentato il presidente del Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dottori forestali, Andrea Sisti che ha aggiunto ”Auspico che la ricerca scientifica in Europa non si appiattisca sulle logiche di solo mercato, della produttivita’ esasperata, e che in Italia la diversita’ biologica delle nostre produzioni possa ancora rappresentare il presupposto per uno sviluppo economico delle aree rurali dei nostri territori”
La decisione della Commissione Ue di autorizzare la coltivazione della patata transgenica ”ci fa capire che il mondo va avanti e che non si puo’ fermare l’innovazione”: ha affermato il vicepresidente di Futuragra, Silvano Dalla Libera, interpellato dall’ANSA. Per Dalla Libera – che, grazie ad una sentenza del Consiglio di Stato del 19 gennaio scorso, da aprile coltivera’ il primo mais Ogm in Italia, in un suo campo di Vivaro (Pordenone) – il pronunciamento della Commissione europea ”e’ un segnale positivo per tutti e un campanello di sveglia per l’Italia, che non puo’ pensare di assoldare soltanto quattro oscurantisti bucolici che vogliono frenare lo sviluppo dell’agricoltura italiana”.
”Un brutto segnale che ribalta la politica finora seguita dall’Unione europea, dove la coltivazione di Ogm era al bando dal 1998” commenta invece Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, co-fondatrice con l’Alta Austria della rete Ue delle Regioni ogm free nata nel 2003. ”Ancor piu’ grave e’ il fatto che questa decisione e’ arrivata attraverso una forzatura, visto che in passato piu’ volte la Commissione aveva cercato di ottenere il consenso degli Stati membri per autorizzare questo tipo di colture, senza mai ottenerlo”, ha aggiunto il presidente della Toscana, che ha proseguito: ”Io credo che decisioni di questa importanza, che hanno ricadute concrete sulla salute delle persone, sul lavoro, sulle tradizioni e sull’economia dei paesi, non possano e non debbano essere assunte senza il consenso informato dei cittadini. E questo consenso non c’e”’.
“Gli europei vogliono altro che patate ogm. A chi risponde la Commissione Ue? Alla multinazionale Basf o ai cittadini europei?” Cosi’ il presidente dell’Associazione Italiana Agricoltura Biologica, Andrea Ferrante, esprime il suo dissenso al via libera alla coltivazione della patata e di tre varieta’ di mais trangenici. “In particolare la patata Amflora, spiega Ferrante, contiene un gene “marker” che le conferisce particolare resistenza a un antibiotico importante per l’uomo, che serve anche per la cura della tubercolosi. I rischi per la salute umana potrebbero essere elevati”

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