Andrea Gori vince la selezione italiana del Concours Européen des Ambassadeurs du Champagne

Il sommelier informatico Andrea Gori, è riuscito ad affermarsi nella finale italiana della selezione del Concorso Ambassadeur du Champagne creato nel 2005 dal Comité Champagne (CIVC), e rivolto a formatori sui vini della Champagne, insegnanti nelle scuole alberghiere o centri di formazione, sommeliers, enologi, animatori di club di degustazione.La giuria era composta dai giornalisti Enzo Vizzari e Franco Ziliani, da Marco Chiesa, Ambasciatore dello Champagne 2010, Delphine Coustheur, enologa del CIVC e Domenico Avolio, direttore del Centro Informazioni Champagne in Italia. Un concorso atipico ma con molti vincitori delle passate edizioni che vengono dalla Toscana e in particolare dalla scuola AIS (Roberto Bellini, Leonardo Taddei, Marco Anichini). Un concorso fuori dagli schemi perchè la capacità di degustazione non è tutto: qui il focus è la comunicazione dello Champagne non il suo servizio o l’assaggio. Serve usare gli Champagne per descrivere la Champagne e tutta la magia che il nome porta con sé.
Regole particolari che rendono la preparazione difficile soprattutto perché richiede non solo una buona conoscenza della geologia del territorio, dei suoi cru, delle maison e delle cuvée principali sul mercato ma anche e soprattutto sapersi inventare il modo per sviluppare ogni anno un tema diverso sulla Champagne: nel 2010 la diversità, nel 2009 i Rosati, ancor prima i millesimati e quest’anno le sfumature dei terroir e l’arte dell’assemblaggio, il tutto usando 4 bottiglie scelte dalla commissione. Tempo per elaborare il tutto 30 minuti, poi 35 minuti per esporre il tutto alla commissione. A seguire, 15 minuti per domande e approfondimenti.
La difficoltà principale risiede nel fatto che prima della finale devi preparare un canovaccio con esempi e una traccia cui attenersi, rigida e chiara ma abbastanza elastica da piegarsi alle cuvée proposte.
Concorso che fa capire che è necessario evitare troppi tecnicismi e paroloni, concentrarsi su pochi elementi ma chiari e con esempi concreti. L’importante nel parlare di Champagne, ma di vino in genere è non risultare nozionisti, bisogna seguire fedelmente il tema e la traccia proposti, risultando esaurienti.
Ma come si impara ad amare un vino come lo Champagne?
Come per tutti i grandi vini, i “segreti” sono sempre i soliti: degustare tanti prodotti, meglio se in compagnia di persone competenti che ne sanno più di te come è capitato ad Andrea Gori, con i co-finalisti Maurizio Zanolla de L’Accademia dei Palati di Firenze e Andrea de Agostini de Il Convito di Curina di Castelnuovo Berardenga.
Imparare a ricordare aromi, sensazioni e anche le idee più strampalate (magari scrivendole in un microblog come quello appena aperto per allenarsi ovvero http://champagnetasting.tumblr.com/ ), segnarsi gli abbinamenti proposti in ristoranti con cucina di alto livello e ovviamente viaggiare, sperimentare.
Poi, un’idea che sorprenda come quest’anno la “formula matematica della cuvèe di Champagne” immaginata a partire da un bell’aforisma di Winston Churchill (grande appassionato di Champagne), ovvero “l’arte della politica sta nel prevedere cosa accadrà domani, dopodomani, tra un mese e tra un anno. E l’abilità dopo di spiegare come mai non è accaduto”. Praticamente la stessa arte di chi assembla 80 parcelle diverse di cru ogni anno per realizzare una cuvée di Champagne e ricreare una nuova magia ad ogni bicchiere.
Adesso appuntamento per una settimana di viaggio in Champagne dove Andrea Gori si contenderà il titolo europeo di “Ambasciatore dello Champagne 2011” con altri sette finalisti che si riuniranno per la finale europea a Epernay dal 10 al 14 ottobre, sperando di bissare il successo dello scorso anno di Marco Chiesa, primo Italiano a vincere il trofeo Europeo.
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