Anga: imprese agricole sempre più vecchie

“Se l’agricoltura italiana continua ad invecchiare già nel 2019 non ci saranno più giovani agricoltori”. Lo ha detto Nicola Motolese, presidente dei giovani di Confagricoltura nell’audizione di oggi alla 9^ Commissione permanente del Senato “Agricoltura e produzione agroalimentare”. L’elaborazione è stata compiuta effettuando un proiezione del trend degli ultimi anni. “Un settore che non ha ricambio generazionale è certamente a rischio di futuro. L’età media degli agricoltori italiani continua a crescere – dice Motolese -. Se nel 2005, per ogni giovane agricoltore con meno di 35 anni ce n’erano erano 11 che avevano più di 65 anni, nel 2007 l’agricoltura ha continuato ad invecchiare con un rapporto di 13 ultrasessantacinquenni per ogni giovane imprenditore, continuando con questo andamento l’indice sarà dello 0,3 fra soli 9 anni”.
In Italia, nonostante le misure di sostegno e il rinnovato interesse per il settore, i dati che riguardano gli imprenditori agricoli sotto i 40 anni continuano ad avere il segno meno e l’Anga, l’associazione che riunisce i giovani di Confagricoltura, si confronta con il legislatore agricolo proprio per chiedere un’azione decisa capace di invertire questa tendenza. “E’ ora fondamentale considerare il ricambio generazionale una priorità e mettere in atto tutte le misure necessarie ad incoraggiare la nascita di nuove imprese, rafforzando anche quelle che esistono con misure nazionali e comunitarie – sottolinea Motolese – perché sono proprio le imprese gestite dai giovani che hanno maggiori prospettive di medio lungo termine e più necessità di un quadro legislativo stabile con politiche mirate e ad ampio respiro”.
I giovani di Confagricoltura ritengono importante sostenere la cosiddetta fiscalizzazione degli oneri sociali a carico delle imprese agricole delle aree svantaggiate, per arrivare al più presto ad un provvedimento legislativo che “stabilizzi” le agevolazioni in vigore. Va anche, a parere dell’Anga, affrontato il tema della riduzione del costo del lavoro agricolo con una particolare attenzione alle aziende condotte da giovani under 40. Per i giovani di Confagricoltura è indispensabile dare un maggiore incoraggiamento ai datori di lavoro e ai lavoratori autonomi. “Alle giovani imprese – continua Motolese – è necessario riconoscere incentivi per l’assunzione di manodopera e per il pagamento dei contributi previdenziali per lavoro autonomo”.
In questa situazione di emergenza riguardo al ricambio generazionale, per i giovani di Confagricoltura è fondamentale e strategico rifinanziare il Fondo Giovani, istituito dalla Finanziaria del 2007. Gestito dall’OIGA, (Osservatorio per l’imprenditorialità giovanile in agricoltura) il fondo permette di investire su misure finalizzate alla crescita e alla competitività delle aziende agricole gestite da imprenditori sotto i 40 anni e di contrastare alcune delle principali difficoltà dell’agricoltura italiana, tra cui la formazione dei conduttori agricoli e i freni all’innovazione e alla ricerca.

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