Anicav, si sta criminalizzando pomodoro del Sud

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“Ferma condanna e aperto biasimo nei confronti di comportamenti, dichiarazioni e spot pubblicitari che danneggiano gravemente l’intero comparto conserviero meridionale ed in particolare della Campania”. La esprime l’Anicav (Associazione nazionale degli industriali delle conserve alimentari vegetali) che rappresenta circa il 50% di tutto il pomodoro trasformato in Italia, associando la quasi totalità delle industrie di trasformazione del pomodoro private del Centro-Sud. L’Associazione inoltre “stigmatizza fortemente il fenomeno in atto di criminalizzazione dell’intero settore del pomodoro del Meridione e il conseguente disorientamento dei consumatori italiani”. “Le recenti problematiche ambientali – prosegue l’Anicav – riguardano solo una piccolissima parte del territorio regionale, nello specifico un’area molto limitata della provincia di Caserta. Il pomodoro fresco proveniente da tale provincia rappresenta il 3,85% del pomodoro fresco trasformato in Italia e il 7% di quello lavorato nel Centro-Sud poiché, in prevalenza, la materia prima lavorata in tale area proviene dalla Puglia”. “Il pomodoro della provincia di Caserta trasformato dalle imprese dell’Anicav viene sottoposto- aggiunge l’associazione -, come tutta la materia prima proveniente da altre aree del Centro-Sud Italia, a rigorosi controlli a monte e a valle della filiera per garantire al consumatore la massima sicurezza”. L’Anicav conclude affermando di “star lavorando a stretto contatto con le istituzioni e le autorità competenti affinché si provveda al più presto alla perimetrazione dei terreni e all’interdizione alla coltivazione, qualora qualche suolo agricolo risultasse contaminato”. (ANSA)

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