Aperta a Lecce la VI Conferenza economica della Cia

L’agricoltura “nonostante i gravi problemi e le difficolta’ degli imprenditori, e’ l’unico settore produttivo del nostro Paese a crescere. E’ questa una dimostrazione di vitalita’ e di dinamicita’ delle imprese. Ma e’ un trend che non potra’ continuare a lungo se non ci saranno finalmente fatti concreti e se soprattutto non ci sara’ verso gli agricoltori, oggi ‘dimenticati’, attenzione e rispetto da parte dei rappresentanti delle forze politiche, del Governo e del Parlamento”. Lo ha detto il presidente della Cia, Giuseppe Politi, nella relazione di apertura della VI Conferenza economica di Lecce. Discorso che assume maggiore valenza “in vista dell’ormai prossimo appuntamento della riforma della Politica agricola comune”. “Non chiediamo privilegi, che l’attuale pesante situazione economica di certo non permette, -ha precisato Politi alla conferenza che si svolge sotto lo slogan ‘Far crescere l’agricoltura per far crescere l’Italia’- vogliamo solamente essere messi nelle condizioni di operare con efficacia e competitivita’. Un discorso che assume maggiore valenza in vista dell’ormai prossimo appuntamento della riforma della Politica agricola comune. La proposta della Commissione Ue di Bruxelles non ci soddisfa affatto. Anzi, per alcuni suoi aspetti e’ addirittura penalizzante. Per questo motivo chiediamo piu’ equilibrio nella distribuzione delle risorse fra gli stati membri, un’adeguata difesa dei redditi, la centralita’ dell’impresa e un effettivo ricambio generazionale”.
“Negli ultimi dieci anni oltre 500mila imprese agricole sono state costrette a chiudere i battenti.
Solo nel primo trimestre di quest’anno piu’ di 13mila sono andate fuori mercato” ha continuato Politi sottolinenando come “I costi produttivi (con i continui rincari del gasolio), gli oneri contributivi e burocratici, gli aggravi fiscali (Imu in testa) hanno avuto riflessi pesantissimi sull’attivita’ degli agricoltori”. Politi ha poi sottolineato: “Poche e insufficienti sono state le misure, ultime quelle relative al decreto Sviluppo, prese dal governo Monti a sostegno dell’agricoltura. E’ giunto il momento di cambiare marcia. C’e’ assoluto bisogno di concretezza. Chiediamo, quindi, che si riaccendano i riflettori della politica sul mondo agricolo e che si tenga realmente conto del ruolo fondamentale che svolgono gli imprenditori agricoli del nostro Paese. L’agricoltura e le sue potenzialita’ se valorizzate rappresentano una leva importante per lo sviluppo complessivo dell’Italia. E’ un settore economico che coinvolge direttamente e indirettamente piu’ di 4,5 milioni di persone tra agricoltori, lavoratori e attivita’ industriali collegate alla produzione agricola. Piu’ di un milione di famiglie vive di agricoltura”.

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