Approvata la legge sull’etichettatura: i commenti

«Ringraziamo il Parlamento ed il ministro Galan per l’impegno dimostrato per l’approvazione della legge sull’etichettatura; saranno importanti ora i decreti interministeriali applicativi a cui sono state demandate le modalità ed i criteri per l’indicazione dell’origine, e che dovrà definire anche l’elenco dei prodotti da sottoporre all’etichettatura». Lo sottolinea Confagricoltura in relazione alla approvazione definitiva alla Camera della legge sull’etichettatura, e aggiunge «Occorre poi maggiore chiarezza sui possibili effetti del provvedimento quanto al concetto di “prevalenza” della materia prima, la cui definizione è pure demandata ai successivi decreti”. Un elemento che, paradossalmente, potrebbe, a certe condizioni, aumentare la confusione del consumatore anziché diminuirla». «Al di là della legge, che ora andrà armonizzata con la normativa in gestazione a Bruxelles – conclude Confagricoltura – va sottolineato al consumatore che a livello europeo esiste da anni un “sistema di allerta rapido” per fronteggiare le emergenze come quella della diossina in Germania».
”Con il via libera al disegno di legge sull’etichettatura il sistema agroalimentare italiano recupera 13 milioni di euro al giorno, sottratti da emergenze, come quella della diossina in Germania e dalle frodi in campo alimentare che solo all’agricoltura nazionale fanno perdere circa 2 miliardi di euro l’anno”. Questo invece il commento del presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, nel sottolineare che con il ddl sull’etichettatura ”il ‘made in Italy’ si riappropria di un valore economico ingiustamente sottratto. L’Italia sara’ inoltre il primo paese in Europa ad avere un’etichettatura chiara per tutti i prodotti”. ”L’indicazione di origine dei prodotti agroalimentari – aggiunge Politi – e’ una vera garanzia. Il disegno di legge rappresenta una prima importante risposta alle esigenze espresse piu’ volte dal mondo agricolo italiano”. ”Il problema ora – rimarca il presidente della Cia – si sposta a Bruxelles. Occorre far si’ che la normativa, soprattutto per quello che concerne l’indicazione d’origine, venga totalmente recepita dall’Ue, evitando rischi di infrazione e lunghe querelle. E credo che, anche in seguito all’emergenza provocata dalla scoperta di diossina nei prodotti alimentari tedeschi, ci siano tutti i presupposti perche’ l’Europa riveda finalmente la sua posizione su questa delicata e complessa materia”.
Franco Verrascina, presidente di Copagri, dichiara che ”l’etichettatura dell’origine dei prodotti agroalimentari e’ legge e questo e’ un fatto che oserei definire epocale che ci pone all’avanguardia in Europa e nel mondo in materia di sicurezza alimentare e lotta alle contraffazioni. Ora tocca all’Europa”. Verrascina sottolinea che ”per far si che le istituzioni comunitarie ci seguano su questa fondamentale e legittima via occorre un autorevole gioco di squadra del Governo e di tutte le rappresentanze politiche nazionali in sede di Parlamento europeo”. ”Sappiamo benissimo – aggiunge- degli ostacoli fin qui posti dall’Unione europea all’etichettatura obbligatoria dell’origine e della non facile loro rimozione, ma tanto gli ultimi casi legati alla diossina, quanto l’immenso giro d’affari sottratto al made in Italy dalle imitazioni impongono all’Unione europea risposte nella stessa inequivocabile e innovativa direzione intrapresa dal nostro Paese”. ”Cosi’ come e’ stata d’esempio oggi la Commissione agricoltura della Camera – conclude Verrascina -, le istituzioni nazionali dimostrino in modo bipartisan di essere fattivamente presenti sulle concrete istanze economiche e sociali e s’impegnino a condurre in porto l’obbligo dell’origine in tutta Europa, anche a costo di aprire un contenzioso che agli occhi dei cittadini europei ci vedrebbe senz’altro dalla parte della ragione”.
Anche Coldiretti saluta con soddisfazione il varo del ddl sull’etichettatura, sottolineando che difendera’ il vero made in Italy dalle contraffazioni. Circa un terzo della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati, per un valore di 51 miliardi di euro di fatturato – sottolinea l’organizzazione agricola -, deriva da materie prime importate, trasformate e vendute con il marchio Made in Italy, ”in quanto la legislazione, sino ad oggi, lo consentiva, nonostante in realta’ esse potessero provenire da qualsiasi punto del pianeta”.
Soddisfazione anche dal Consorzio Mozzarella di Bufala Campana DOP. ”Un passo importante nella lotta alle contraffazioni” è il commento del presidente Luigi Chianese. “E’ un provvedimento – aggiunge Chianese – che rafforza la tutela del marchio Dop, in particolare quello della Mozzarella di Bufala Campana, l’unica mozzarella che ha gia’ una carta d’identita’ chiara e trasparente per il consumatore, tanto che la legge non introduce ulteriori vincoli per il nostro prodotto. La legge invece da’ le armi giuste per contrastare ogni tentativo di falsificazione ed e’ un segnale di grande civilta’ del nostro Paese”. ”Ora chiediamo che sia garantito effettivamente il rafforzamento del sistema delle sanzioni – prosegue Chianese – che la vigilanza sia capillare a tutela del vero Made in Italy, anche per evitare di vedere proliferare in giro per il mondo mozzarelle di ogni tipo spacciate per bufala, pure se fatte in Australia, come e’ capitato”. Similmente, ”Il Consorzio Aceto Balsamico di Modena accoglie con entusiasmo l’iniziativa promossa dal ministro Galan per l’etichettatura, che deve essere considerata essenziale per la corretta informazione del consumatore e per proteggere i produttori seri dalla concorrenza sleale cui vengono sottoposti da parte di operatori e importatori senza scrupoli”, afferma il presidente Cesare Mazzetti.
Il presidente di Fedagri, Maurizio Gardini, precisa: ”Un provvedimento importante, al quale pero’ dovrebbero seguire accordi europei altrettanto validi. E’ fondamentale, sia per i produttori che per i consumatori, che si arrivi ad un approccio armonizzato, a livello comunitario”. ”L’Italia – continua – deve farsi valere in Europa perche’ su questo tema e’ la nazione che ha piu’ interessi da difendere. Non possiamo continuare a far finta di operare solo nel mercato nazionale”. ”E’ necessario – aggiunge Gardini- che il Governo e tutte le organizzazioni di rappresentanza facciano pressione sulle istituzioni europee affinche’ si ottengano provvedimenti normativi che impongano l’obbligatorieta’ dell’indicazione di origine per tutti i prodotti e su tutto il territorio dell’Unione”. ”Da parte nostra – conclude Gardini – non possiamo che esprimere soddisfazione per l’approvazione del provvedimento, che di certo si inserisce in un percorso virtuoso, volto a garantire sia la tutela dei consumatori che quella dei nostri produttori agricoli. Questa legge resta un forte e chiaro messaggio politico che speriamo, con l’approvazione dei prossimi decreti interministeriali, possa divenire anche un’azione concreta a favore delle produzioni made in Italy”.
Un invito alla cautela, invece, il commento di Paolo de Castro, presidente della Commissione agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo. ”Oggi si e’ compiuto un passo in avanti per la tutela dei consumatori, anche se la legge rischia di essere inefficace sul piano operativo e potrebbe essere contestata dalla Commissione Ue. Adesso bisogna affidarsi all’Europa, l’unico soggetto politico in grado di disciplinare in materia di etichettatura”. ”Proprio ieri – aggiunge De Castro -, nel mio intervento in aula a Strasburgo sul tema della sicurezza alimentare e sull’allarme diossina, ho sottolineato al Commissario per la salute John Dalli che, nonostante il profondo impegno dell’Europa sul fronte della sicurezza alimentare, sono necessari ulteriori sforzi in tema di trasparenza e controlli per evitare altri casi di contaminazione”.
Di segno diametralmente opposto sono invece i commenti di Federalimentare: ”Federalimentare e’ da sempre favorevole ad una corretta informazione nei confronti del consumatore, tuttavia l’approvazione del Ddl sull’etichettatura obbligatoria d’origine rischia di penalizzare fortemente la competitivita’ delle nostre aziende alimentari”. Lo afferma il presidente Filippo Ferrua, nel sottolineare che, a differenza delle competitor europee, le aziende italiane di troverebbero ”a dover gestire particolari vincoli produttivi che in sostanza si traducono in un aumento dei costi di produzione”. Secondo una prima stima realizzata dall’Ufficio Studi di Federalimentare, si prospetta un aggravio dei costi di produzione valutabile, in funzione dei diversi settori, fino ad un massimo di circa il 15%. ”Le etichette, infatti – spiega Ferrua -, richiederebbero, in virtu’ delle nuove norme, continui aggiornamenti e le linee di lavorazione sarebbero costrette a subire frequenti interruzioni per consentire di modificare le etichette in relazione all’impiego di materie prime di diversa origine”. Federalimentare ribadisce anche ”che non sussiste alcun nesso tra l’origine delle materie prime e la sicurezza e la qualita’ dei prodotti alimentari”. ”Qualita’ e sicurezza – conclude Ferrua – sono da sempre un prerequisito per le nostre aziende che tuttavia devono fare i conti con una carenza quantitativa e, a volte persino qualitativa, delle materie prime presenti in Italia”.
In sostanza, il ddl sull’etichettatura obbligatoria è stato accolto in modo generalmente positivo dalle diverse organizzazioni agricole; i dubbi e le obiezioni avanzate, fatta eccezione per Federalimentare, riguardano soprattutto l’effettiva ricezione dello stesso decreto da parte dell’Unione Europea, più che sulla sua bontà per la produzione italiana.Il segretario generale della Uila-Uil, Stefano Mantegazza, ad esempio, dichiara di apprezzare “la definitiva approvazione, all’unanimita’, della legge sull’etichettatura che conferma l’impegno di tutto il parlamento a difendere la qualita’ e la tipicita’ dell’agroalimentare italiano, ma ora l’Italia si deve impegnare a Bruxelles per avere una buona direttiva europea”. Mantegazza precisa che ”l’atto politico compiuto e’ molto rilevante ma, sul versante applicativo, la legge appena approvata sconta il fatto che la materia e’ totalmente devoluta alla legislazione europea e non sara’ pertanto utilizzabile”. E’quindi necessario ”un analogo e coerente impegno delle istituzioni e dei parlamentari italiani a Bruxelles per avere una direttiva europea sull’etichettatura, unica possibilita’ affinche’ tracciabilita’ e origine dei prodotti possano divenire i cardini di uno sviluppo fondato sulla qualita’ e sulla trasparenza”.
Codacons, a proposito dell’approvazione della legge, sposta l’accento sull’utilità del provvedimento per i consumatori: ”I cittadini saranno piu’ tutelati e potranno acquistare consapevolmente, senza temere inganni e raggiri, e senza piu’ il rischio di comprare prodotti alimentari tipici italiani realizzati con materie prime cinesi”, è il commento del presidente Carlo Rienzi. ”Si tratta di una battaglia che ha visto il pieno appoggio dei consumatori, rappresentati dal Codacons. Da anni chiedevamo una maggiore trasparenza per combattere le truffe alimentari che rappresentano un danno per i consumatori e per gli agricoltori italiani”. (ANSA).

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