Arriva la 44° edizione della sagra dell’amatriciana sostenibile


Pasta, pomodoro, peperoncino, pecorino e guanciale. Sono le quattro “P” che hanno reso Amatrice famosa in tutto il mondo per quell’omonimo primo piatto ricordato da alcuni storici della cucina come quello del “fischio”. Perche’ se si succhia con troppa frenesia il boccone, il bucatino, intriso di sugo, emette un fischio non del tutto garbato ma di sicuro divertente.
Dal 28 al 29 agosto ad Amatrice si festeggia dunque, con la 44° edizione della sagra dedicata alla pasta, quell’amatriciana che, per la prima volta, cerchera’ di mettere d’accordo il sacro col profano. Accanto all’amatriciana (fatta per chi la richiede anche con pasta sena glutine), infatti, la tavola ospitera’ un altro primo DOC: gli spaghetti alle vongole cucinati con maestria dalla proloco di Ostia che, per l’occasione, ha scelto di gemellarsi con la citta’ reatina.
Punto di partenza della kermesse e’ il centro storico, allestito con stand enogastronomici , e dove si potranno assaggiare numerosi prodotti della tradizione laziale e sabina in particolare. Numerose saranno anche le esposizioni di oggetti artistici.
Chi preferisce dedicarsi prima alle escursioni dei dintorni e alla visita del centro storico, non c’e’ che l’imbarazzo della scelta. Molti e suggestivi i sentieri che si snodano fra i verdi e freschi paesaggi del parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Una puntata al lago Scandarello, prima di lasciarsi conquistare da un piatto di amatriciana o di spaghetti alle vongole e’ d’obbligo.
Il territorio di Amatrice, d’altra parte, e’ il luogo ideale in cui la natura incontaminata e prepotentemente verde si coniuga con i sapori genuini e le tradizioni popolari di una cittadina le cui origini si perdono in epoca pre-romana.
Per la sua 44° edizione, la sagra dell’amatriciana diviene, oltretutto, una festa ecosostenibile. Tutte le stoviglie saranno in materiali biodegradabili per avere la certezza che durante tutta la festa non sara’ utilizzata la plastica. E sara’ perfino organizzata una raccolta differenziata dei rifiuti per smaltire in loco e nella maniera piu’ corretta tutti i residui, biodegradabili o meno. Quella del 2010 non sara’ solo sono una eco-amatriciana, ma anche un’amatriciana a KM zero. Tutti i prodotti utilizzati: la carne, il pomodoro e l’olio provengono, infatti, da produttori locali di Amatrice e paesi limitrofi. Un modo per valorizzare i prodotti della zona e contribuire, comunque, a ridurre, l’impatto sull’ambiente grazie anche all’abbattimento delle spese di trasporto e quindi alle emissioni nocive nell’atmosfera.

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