Associazione Allevatori ER, un modello organizzativo unico in Italia

VACCHE IN STALLA 2“Sono stati due anni impegnativi, caratterizzati da un duro lavoro che ha portato alla riorganizzazione dell’Associazione regionale allevatori, ma il nuovo modello operativo scaturito da questo lavoro che ha riunito attorno a un tavolo i rappresentanti delle Apa, è stato alla fine condiviso e sostenuto dalla Regione, dalle Organizzazioni professionali e dai sindacati dei lavoratori dipendenti. Con orgoglio, possiamo affermare che questo nuovo modello operativo è oggi unico in Italia e molto presumibilmente costituirà un esempio a cui altre Associazioni regionali si allineeranno”.
Così Maurizio Garlappi, presidente Araer (Associazione regionale allevatori dell’Emilia Romagna) durante la Conferenza Stampa svoltasi questa mattina a Bologna per presentare la nuova attività organizzativa e di comunicazione dell’Associazione che presiede. Al tavolo dei relatori erano presenti anche i due vicepresidenti di Araer, Fabio Boldini e Davide Venturi, oltre al direttore Claudio Bovo.
“Il processo di razionalizzazione adottato – ha sottolineato Garlappi – ha portato alla creazione e all’operatività di un unico ufficio sia amministrativo, che tecnico e informatico, così come unico è il laboratorio di analisi. Questo è stato possibile grazie a Si@llEva, un software innovativo che non solo rende possibile il trasferimento rapido e senza errori degli eventi e dei dati ottenuti dai controlli funzionali veicolandoli dall’azienda agricola al controllore, alla Banca dati Aia e ai Data base delle Associazioni nazionale di razza, ma permette anche all’allevatore di ricevere gli stessi dati opportunamente rielaborati riaggregandoli sottoforma di un utile foglio di lavoro da utilizzare nella gestione aziendale insieme al veterinario e/o al tecnico di stalla.
Araer è la prima Associazione regionale che a livello nazionale ha reso operativo Si@llEva, al momento per le vacche da latte, a breve lo sarà per gli ovini e per i bovini da carne”.
Un nuovo supporto informatico a vantaggio degli allevatori dunque, che pur pagando una quota sociale di adesione un po’ più elevata rispetto al passato, ma uguale in tutta la regione, d’ora in avanti potranno attingere a un’offerta di servizi a 360° che Araer
mette a loro disposizione, all’interno della quale gli associati potranno scegliere quelli più adatti alla loro realtà produttiva.
La zootecnia emiliano-romagnola sta vivendo un momento drammatico – ha affermato il direttore di Araer, Claudio Bovo – sia per mancanza di redditività sia per la chiusura di tante aziende. Per noi è fondamentale perseguire l’obiettivo di alleviare questo stato di sofferenza migliorando i servizi da offrire agli associati contenendo al massimo i costi. Un’operazione non semplice ma fattibile. Lo dimostra il fatto che gli allevatori hanno risposto bene al nuovo modello Araer, che dal 1 gennaio di quest’anno gestisce operativamente e completamente tutti i servizi offerti”.
Tra i quali, oltre a quelli istituzionali, vanno menzionati quelli informatici, quelli assicurativi e quelli commerciali legati alla commercializzazione del seme bovino.
“L’Ara Emilia Romagna è sempre stata e continuerà a essere al fianco di tutti gli allevatori – ha dichiarato Davide Venturi, vicepresidente Araer – per questo il mio auspicio è quello di una continua crescita sul fronte dell’assistenza tecnica”.
Un pensiero che ha condiviso anche il collega Fabio Boldini, che non ha mancato di “riconoscere il notevole contributo che la Regione, le Organizzazioni professionali e i sindacati hanno garantito per la buona riuscita di questo progetto riorganizzativo”.
Un progetto che non può prescindere da un rinnovato modo di comunicare “proprio per mantenere quel ruolo di riferimento tecnico e di vicinanza agli allevatori – ha sottolineato Garlappi – ma anche per tentare di sensibilizzare la stampa dei ‘non addetti ai lavori’ che purtroppo, spesso, si ricorda del settore primario solo in presenza di emergenze sanitarie.
Con gennaio è quindi iniziata la pubblicazione di un bimestrale e a breve anche il sito internet di Araer sarà oggetto di un restyling che riguarderà grafica e contenuti”.
“Le sfide che ci aspettano sono tante e non semplici – ha quindi concluso Bovo – possiamo affermare con certezza che il nostro impegno a favore degli allevatori è e sarà al massimo delle nostre potenzialità. Auspichiamo che le Istituzioni, in primis l’Assessorato regionale alla Sanità, si impegnino affinchè attraverso le Asl territoriali le decisioni assunte vengano applicate sull’intero territorio regionale in maniera omogenea. I casi di Blue Tongue esplosi in quest’ultimo periodo nel distretto Forlì-Cesena/Ravenna/Rimini possono essere il primo banco di prova”.

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