Aumenta la sensibilità contro gli sprechi. 5 febbraio giornata nazionale

immondizia2Negli ultimi sei mesi è aumentata la sensibilità degli italiani intorno al tema degli sprechi: lo certifica l’ultimo sondaggio realizzato dall’Osservatorio sugli sprechi alimentari delle famiglie italiane Waste Watcher promosso da Last Minute Market, SWG e il Dipartimento di Scienze e tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna. Le rilevazioni compiute nel 2013 (riportate nel rapporto Waste Watcher 2013) registravano che il 45% degli italiani aveva sensibilmente diminuito lo spreco del cibo acquistato e poi sprecato rispetto al 2012. Oggi quel dato è salito al 52%, sette punti percentuali che testimoniano una maggiore attenzione nella politica familiare nella spesa alimentare. Evidentemente, l’obiettivo che gli italiani si danno nel 2014 è di “contingentare” il costo dello spreco domestico, che nel 2013 ammontava a ben 8,7 miliardi di euro: una cifra vertiginosa, risultato di 213 grammi in media di cibo gettato ogni settimana – perché considerato non più fruibile – al costo di 7,06 euro a famiglia sempre con riferimento settimanale. “Ma c’è di più – ha commentato Andrea Segrè, presidente di Last minute market a margine una conferenza stampa oggi a Roma – a parità di preoccupazione sul tema spreco (78%), gli italiani hanno smesso di irrigidirsi davanti alla data di scadenza dei prodotti”. Oggi il 63% degli intervistati dichiara che, quando il cibo è scaduto, controlla se effettivamente è andato a male oppure è ancora buono, e cerca comunque di riutilizzarlo. “Il raffronto con il dato dell’anno scorso (55%) denota un’ attenzione e una concentrazione decisamente superiore da parte degli italiani nell’evitare anche i più piccoli sprechi”. Un’attenzione che si riverbera nelle abitudini di acquisto: mai o raramente gli italiani acquistano prodotti che non piacciono e sono quindi a rischio spreco (70%), comperano confezioni troppo grandi (64%), comprano cibo che va a male (63%) o fa la muffa (62%), esagerano nel fare la spesa (59%) o cucinano troppo cibo (58%). “Proprio l’accresciuta sensibilità degli italiani sul tema e nei comportamenti di acquisto quotidiano saranno alla base del confronto che vogliamo avviare in occasione della Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare, il 5 febbraio – conclude il presidente di Last Minute Market Andrea Segrè, nonché coordinatore della Task Force Modelli per la riduzione dello spreco alimentare del Ministero dell’Ambiente -. In quella data si riunirà a Roma la Consulta incaricata di elaborare Pinpas, il Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare di cui per la prima volta l’Italia si dota”. (ANSA)

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