Aumentano, e si modificano, i consumi alimentari

Si fa più pesante il carrello della spesa degli italiani, ma continua a modificarsi: i consumi alimentari, grazie anche alla discesa dei prezzi dei prodotti sul campo, hanno registrato nel mese di luglio un aumento dello 0,4% su giugno e del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2009; nel contempo, nei primi sei mesi di quest’anno, sono diminuiti gli acquisti di pane, pasta, frutta, carne e vino, a vantaggio di surgelati, i prodotti ortofrutticoli di IV gamma, latte, formaggi, ortaggi, olio d’oliva e carne avicola. A darne notizia è la Confederazione italiana agricoltori (Cia), che ha commentato i dati trasmessi dall’Istat sul commercio al dettaglio, insieme all’ultimo rapporto Ismea sulle tendenze a tavola degli italiani. A saltare all’occhio è la diminuzione degli acquisti di alimenti come pasta (- 3,6%), pane (-2,4%), frutta (-1,5% a livello quantitativo; -11,5% a livello di spesa), vino e spumante (-2,3%), carni bovine (-3,7%) e suine (-1,6%). Tendenza opposta per i primi piatti surgelati (+3,9%), i sostituti del pane (+4,8%), gli ortaggi e le patate (+1,5%), i prodotti di V gamma (cioè cotti, +1,5%) e soprattutto quelli di IV gamma (cioè freschi confezionati, +8,3%). Buone performance anche per l’olio di oliva (+2,4%), i prodotti lattiero-caseari (+0,9%) e i salumi (+1,4%). Il consumatore di oggi, ha spiegato la Cia, “continua ad essere assai cauto negli acquisti ed è costretto a rincorrere le promozioni e a privilegiare i canali più convenienti, come gli hard-discount”. Il supermercato si conferma essere il luogo di acquisto privilegiato (70%), anche se al Sud il 76% delle famiglie compra ancora al negozio tradizionale. I canali più economici come gli hard discount sono comunque in continua ascesa (in media il 10,4% degli acquisti), specie nelle regioni del Nord.
L’inversione di tendenza degli alimentari si tratta – anche secondo Coldiretti – di un segnale importante per la ripresa economica in un Paese dove quasi 1 euro su 4 si spende per la tavola, per un totale di 215 miliardi di euro, ci cui 144 a casa e 71 per mangiare fuori. I segnali positivi al consumo – secondo l’organizzazione agricola – non si sono però trasferiti alla produzione dove i prezzi riconosciuti alle imprese in molti settori sono al di sotto dei costi di produzione.
”Il presunto recupero della voce alimentari va preso con le pinze, dato che siamo ben lungi da una ripresa dei consumi” afferma invece il Codacons spiegando che “I dati incorporano sia la dinamica delle quantita’ che dei prezzi. In secondo luogo, e soprattutto, perche’ gli italiani dal 2006 al secondo trimestre del 2010 hanno ridotto gli acquisti di cibo del 10%”. E aggiunge: ”Inevitabile, dunque, per non morire di fame, che prima o poi la discesa si sarebbe bloccata”.

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.