Aviaria: Cia, no allarmismi, paura a tavola già costata 5 mld

pollo 3”No allarmismi e paure a tavola, nessun rischio dal consumo di uova e carni bianche”: lo ribadisce la Confederazione italiana agricoltori (Cia), che teme ”ricadute economiche e occupazionali molto pesanti” dall’influenza aviaria in Emilia-Romagna, regione che ”ha il 15% dei volumi di produzione nazionali. L’Italia – aggiunge – ha già pagato caro le psicosi alimentari degli ultimi vent’anni, con danni che hanno superato i 5 miliardi di euro”, tra ‘mucca pazza’, aviaria e ‘batterio killer’. ”E’ necessario ora più che mai mettere in campo tutte le misure in grado di evitare il tracollo del settore”, manda a dire al Ministero della Salute. E ribadire che ”non c’è nessun rischio per la salute umana – prosegue – che possa derivare dal consumo di uova e carni avicole. I consumatori non corrono alcun pericolo, l’eventuale contaminazione può avvenire solo per il contatto diretto con l’animale malato o morto. E’ fondamentale ricordare che il virus dell’influenza aviaria non viene facilmente trasmesso all’uomo e che sono in atto strette misure di sorveglianza sanitaria proprio per garantire la massima sicurezza ai produttori e a tutti i cittadini”. ”Bisogna, quindi, evitare allarmismi infondati – aggiunge – che possono avere effetti economici e occupazionali molto gravi per gli allevatori e il territorio, danneggiando pesantemente un settore produttivo d’eccellenza. Non si può dimenticare il conto ‘salato’ che il nostro Paese ha già pagato per colpa delle psicosi alimentari vere o presunte”. (ANSA).

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