Aviaria: Eurovo, non ancora ufficializzata causa contagio

uova 3”A tutt’oggi non è stata ancora comunicata dagli organi competenti la causa del contagio del virus dell’influenza aviaria che ha colpito allevamenti di galline a terra e in batteria della filiera del Gruppo Eurovo, in quanto sono solo loro la fonte deputata a ufficializzarla. Infatti, a smentire le prime ipotesi sulle cause, diffusesi tramite i media, è stato l’accertamento del terzo caso riscontrato a Portomaggiore, che per nessuna ragione è riconducibile alla filiera Eurovo”. Lo scrive lo stesso gruppo Eurovo in una nota, sottolineando il proprio impegno per garantire la salubrità dei propri prodotti. ” Già a partire dal primo giorno di allerta (13 agosto), oltre alla normale sanificazione dei mezzi in entrata e in uscita dagli stabilimenti ed allevamenti – prosegue Eurovo – i mezzi di trasporto deputati al trasferimento di materiali tra gli allevamenti e i siti di trasformazione e imballaggio della filiera Eurovo sono controllati e sterilizzati, all’interno e all’esterno, conformemente a quanto previsto dalla normativa vigente. In una situazione di allerta, come quella attuale, questa operazione viene attuata per ogni ingresso e uscita del mezzo da un sito produttivo”. Intanto “presidiata con efficacia l’allerta salute, ora l’attenzione si sposta su una tempestiva ripresa delle attività produttive e commerciali”: rileva con una nota il gruppo Eurovo, confermando che sono in corso le operazioni di abbattimento di 225.000 galline ovaiole certificate sane nella società agricola ‘Morgante’ di Lionello e C. a Occhiobello (Rovigo). Un provvedimento emesso a titolo cautelativo, ”benchè le indagini sierologiche e virologiche svolte nell’allevamento dall’Usl 18 di Rovigo abbiano dato esito negativo e non sia stato evidenziato alcun sospetto di malattia nè la presenza di mortalità anonime”. A Occhiobello l’attività lavorativa ”prosegue in assoluta regolarità”. L’impatto economico della vicenda ”è certamente significativo” per Eurovo, che ha avuto focolai di influenza aviaria negli allevamenti di Ostellato (Ferrara) e di Mordano (Bologna), ma ”sarebbe improprio in queste fasi ufficializzare una stima anche preliminare dell’entità dei danni subiti. Molte attività di sanificazione sono ancora in corso ed è complesso definire il costo; inoltre l’impatto economico è anche influenzato da quando sarà possibile riprendere le normali attività di produzione e commercializzazione”. Per quanto riguarda ritiri indistinti di uova dai punti di vendita, Eurovo sottolinea che ”è in essere il ritiro delle sole uova prodotte nei due allevamenti in cui è stato segnalato il focolaio, e questo avviene secondo le disposizioni comunali. Il ritiro a titolo cautelativo di uova non entrate in contatto alcuno con animali malati può risultare un provvedimento esageratamente penalizzante (inopportuno e dannoso) per l’intero comparto avicolo. L’uovo è un prodotto alimentare sano e nutriente e non vi è alcun pericolo per la salute umana derivante dal consumo di uova o pollame (preventivamente cotti a scopo di ulteriore precauzione)”.

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