Aviaria: proseguono abbattimenti. A Occhiobello anche galline sane

pollo 4All’abbattimento dei 700.000 volatili di tre allevamenti colpiti da influenza aviaria, da oggi si aggiungeranno le stesse operazioni per le oltre 200.000 galline sane della società agricola Morgante di Occhiobello (Rovigo). E’ uno stabilimento della stessa filiera del gruppo Eurovo (che in quel sito dichiara una capacità di 500.000 esemplari) alla quale appartengono anche i due allevamenti di ovaiole colpiti in Emilia, a Ostellato (Ferrara) e Mordano (Bologna). Dopo l’emergere venerdì del terzo focolaio (un allevamento di 18.000 tacchini a Portomaggiore), che e’ il secondo nel Ferrarese, nella frazione veneta di Santa Maria Maddalena subito aldilà del Po, il Comune di Occhiobello ha emanato un’ordinanza di abbattimento preventivo di animali sani, dopo l’esito negativo delle indagini sierologiche e virologiche dell’azienda sanitaria Ulss 18, e senza alcun sospetto di malattia né di mortalità anomala. ”Misure cautelative nei confronti dell’influenza aviaria che ha colpito allevamenti nel Ferrarese”, spiega la vicesindaco di Occhiobello, Laura Andreotti. Le norme del Ministero della Salute e della Regione Veneto lo permettono, il Comune lo ha disposto. Intanto in Emilia-Romagna proseguono le operazioni di abbattimento decise per le 128.000 ovaiole di Ostellato e per le quasi 600.000 di Mordano (Bologna) e per i 18.000 tacchini. Proseguono anche le misure precauzionali (che non riguardano però le uova confezionate): per evitare la diffusione del virus, tutte le uova prodotte in Emilia-Romagna sono vincolate al confezionamento nella regione, per ridurre al massimo il contatto con altri animali, gli unici a rischiare il contagio. Lo ribadisce Gabriele Squintani, capo del servizio veterinario della Regione Emilia-Romagna, precisando che dopo il confezionamento, le uova sono libere di circolare per il consumo, perché esenti da rischi per l’uomo. Per le carni avicole c’é il vincolo ministeriale di macellazione nella regione anche se nessun allevamento di polli risulta colpito. Per la produzione dei due allevamenti di galline colpiti è invece in corso il ritiro dal mercato per la distruzione: si parla di diversi milioni di uova prodotte dall’inizio di agosto. Negli allevamenti colpiti, rileva il segretario della Flai-Cgil Emilia-Romagna, Ivano Gualerzi, ”il 95% dei lavoratori sono avventizi e non hanno ammortizzatori sociali”. Sono circa 150 i lavoratori dei tre allevamenti, per i quali, tra l’altro, è prevista una breve quarantena – chiariscono al servizio veterinario regionale – che impedisce loro di cercare subito un altro impiego nel settore. ”Per i lavoratori a tempo indeterminato – precisa Gualerzi – intervengono i normali ammortizzatori, ma per gli avventizi no, tanto che nella prima grande influenza aviaria intervenne lo Stato e si trovò una soluzione nazionale”. Per gli allevamenti colpiti, precisa il servizio veterinario, il blocco dell’attività produttiva dura 30 giorni a partire dalla prima disinfezione dei locali. (Di Giulia Seno – ANSA)

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