Aviaria: Rabboni, caccia non sospesa, stop uccelli richiamo

Caccia 1Per contenere la diffusione dell’influenza aviaria, con due ordinanze della settimana scorsa la Regione Emilia-Romagna ha disposto ”la sospensione su tutto il territorio regionale di mercati, fiere e concentramenti di animali delle specie sensibili, ed è inoltre sospeso temporaneamente l’impiego nella caccia di uccelli da richiamo”, mentre non è invece in programma ”la sospensione complessiva della caccia”. Lo sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, intervenendo alla seduta congiunta delle commissioni economia e sanità. I tecnici regionali hanno sottolineato in commissione che ”l’ipotesi più plausibile è che l’arrivo dell’epidemia sia dovuto alle anatre in migrazione, che avrebbero contaminato i parchetti esterni dove di giorno razzolavano le galline da allevamento, e da lì il virus si sarebbe poi trasmesso sia con il trasporto delle uova che con una probabile diffusione aerogena”. Ipotesi che però non convince Mauro Manfredini (Lega nord): ”Mi sembra una barzelletta – ha protestato – chiunque sa che le anatre hanno abitudini completamente diverse da quelle descritte”. Per Andrea Defranceschi (M5s), veterinario, che aveva chiesto la sospensione dell’uso di uccelli da richiamo e ha rivendicato di averla ottenuta, ”c’è a monte un errore notevole dal punto di vista epidemiologico da parte della Regione, che ha diminuito l’intensità dei controlli”.La sospensione dell’uso di uccelli da richiamo per la caccia, sottolinea la Giunta regionale in un comunicato sul proprio sito, è ”prevista da un’ordinanza del ministero della Salute in tutti i casi in cui sul territorio nazionale si modificano le condizioni epidemiologiche. Il provvedimento che di fatto diventerà operativo dal 15 settembre, data di apertura della caccia sul territorio regionale, riguarda gli uccelli da richiamo appartenenti agli ordini degli anseriformi e caradriformi”.
(ANSA)

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