Aviaria: traffico illecito virus, chiesto processo per 41

pollo 4Un’associazione per delinquere che secondo la Procura di Roma aveva messo in piedi un vero e proprio traffico illegale di virus. Un grande business legato ai vaccini dell’aviaria e che potrebbe portare al processo 41 persone tra cui dipendenti del ministero della Salute, dirigenti degli Istituti zooprofilattici sperimentali di Padova e Teramo e manager di aziende farmaceutiche. Il procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo, ha chiesto il processo e toccherà al gip decidere anche in merito alla posizione di Ilaria Capua responsabile del laboratorio di virologia del centro nazionale per l’influenza aviaria, eletta nel 2013 alla Camera in quota Scelta Civica e Romano Marabelli, segretario generale del ministero della Salute ora autosospesosi. Quest’ultimo, assistito dall’avvocato Titta Madia, è pronto a chiedere di essere giudicato con rito abbreviato. Gli imputati devono rispondere, a seconda delle posizioni, anche dei reati di corruzione, ricettazione, somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica, tentata epidemia, concussione e abuso d’ufficio. In base a quanto accertato dagli inquirenti Paolo Candoli, manager italiano della Merial spa, nell’aprile 1999 aveva ricevuto nella sua abitazione un virus di influenza aviaria altamente patogeno denominato H9. Proveniente dall’Arabia Saudita, dove era stato illecitamente contrabbandato dagli Usa, il virus è arrivato a Cesena, direttamente a casa di Candoli. Ilaria Capua, invece, deteneva il ceppo virale di origine pakistana denominato H7N3, che avrebbe ceduto alla Merial spa “ricevendo indebitamente – si legge nel capo d’imputazione – un’imprecisata ma elevata somma di denaro da Daniela Nieddu”, responsabile “Ricerca e sviluppo” della società. I virus “di provenienza illecita” sono stati utilizzati inizialmente “per produrre in forma clandestina, senza la prescritta autorizzazione ministeriale, specialità medicinali a uso veterinario, procedendo poi alla loro commercializzazione e somministrazione sugli animali, determinando la diffusione non più controllata dell’influenza aviaria negli allevamenti avicoli del nord Italia”. Tutto ciò ha provocato il contagio di 7 operatori del settore, il grave pericolo per la salute che derivava dal consumo di questa carne e l’abbattimento di milioni di polli e tacchini, con un danno stimato in 40 milioni di euro. (di Marco Maffettone – ANSA)

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