Barolo vince per valore vigneti, 600mila euro ettaro

Paesaggio Monferrato_G.Morra_DSC_9229- ridimensionatoPrime le colline del Barolo con un prezzo medio per ettaro di 600mila euro, seconda l’area del Lago di Caldaro in Alto Adige (500mila), terzo il Prosecco più classico delle alture di Valdobbiadene (405mila). Sono le zone dove – secondo uno studio condotto dall’Area Research di Mps – i vigneti in Italia valgono di più, con la conferma di un netto predominio per il Nord Italia: ‘solo’ quarti i filari del Brunello di Montalcino (350mila euro), seguiti dall’area a Nord di Trento (320mila).
Lo studio non evidenzia i singoli passaggi di proprietà più eclatanti degli ultimi anni che hanno portato a valori dell’unica operazione anche molto maggiori, così come non contiene alcune aree dove il boom dei prezzi dell’uva e della bottiglie (ad esempio Franciacorta e Valpolicella) hanno causato negli ultimi anni una fortissima crescita dei valori dei terreni. Ma evidenzia come l’agricoltura sia ancora un buon investimento, specialmente quando si sceglie il vino e si creano le condizioni per l’export del prodotto, con particolare attenzione ai mercati emergenti. Dopo l’esplosione dei prezzi per ettaro necessari per l’acquisto di fondi agricoli coltivati a vigneti di pregio, che ha avuto luogo dal 1999 al 2007, nel 2014 si è assistito a una stabilizzazione generale del mercato, che non ha seguito il calo dei terreni agricoli comuni: non c’è stata in questo caso l’erosione di valore che hanno subito i terreni agricoli comuni nel 2012 e 2013. Oltre alla Toscana, a Sud degli Appennini, l’unica zona a mantenere alti valori fondiari è quella dei Castelli Romani, area di rifornimento storico dell’enorme mercato della capitale. “Le regioni meridionali e le isole hanno invece forti spazi di crescita dato che i costi ad ettaro sono ancora abbordabili mentre l’enologia meridionale ha fatto passi da gigante attraendo investitori in aree particolarmente vocate e appetibili, oltre che per la realtà vitivinicola, anche per le risorse storico-artistiche e paesaggistiche, come nel caso della Sicilia orientale attorno all’Etna e occidentale, nel Trapanese, e nella Puglia salentina”, conclude lo studio dell’area research della Banca Monte dei Paschi di Siena. (ANSA).

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