Basilicata: 300 varietà locali inserite nel registro delle varietà a rischio

Si arricchisce il Repertorio regionale delle varietà vegetali a rischio di estizione. Nella Commissione tecnico-scientifica tenutasi il 28 ottobre presso il Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata, è stata discussa e approvata l’iscrizione di 15 specie di fruttiferi proposte dall’Alsia, l’Agenzia Lucana di Sviluppo e Innovazione in Agricoltura, per un totale di quasi 300 varietà.
Si tratta di varietà provenienti principalmente dalla Val d’Agri e dal Pollino e riguardanti, solo per citare alcune specie, il melo, il pero, la vite, l’olivo, il castagno da frutto, il fico e il susino. L’iscrizione, che tra l’altro cade nell’anno internazionale della biodiversità, è il risultato dell’indagine che l’Agenzia svolge da tempo sul territorio regionale, conducendo, in raccordo con Istituzioni locali, Università di Basilicata e istituti di ricerca ed Enti Parco, un lavoro di censimento, mappatura, recupero e conservazione delle biodiversità vegetali. Queste varietà locali di fruttiferi, infatti, sono state individuate dai tecnici delle Aziende agricole sperimentali dimostrative dell’Agenzia (Aasd), che grazie alla collaborazione dei coltivatori-custodi (sono gli agricoltori che in pratica ancora custodiscono con cura esemplari di queste varietà a rischio di estinzione) le hanno censite e monitorate nel tempo. Per rafforzare la conservazione di queste importanti risorse genetiche, parte di questo materiale è stato anche raccolto e impiantato presso le Aziende dell’Alsia per la conservazione ex situ, cioè al di fuori del sito di provenienza.
L’Alsia non è nuova a questo tipo di supporto tecnico, in quanto anche parte delle varietà già iscritte nel Repertorio regionale per le specie vegetali, istituito con un’apposita norma insieme a quello delle specie animali, sono state segnalate dalle Aziende dell’Agenzia e conservate sia nei propri campi sperimentali che presso gli agricoltori-custodi.
E il lavoro non può dirsi terminato. Come ha commentato il Commissario straordinario dell’Alsia, Domenico Romaniello “questa non è che una prima parte di domande di iscrizione, a cui seguiranno altre. Dopo i fruttiferi, ancora in fase di completamento, tantissime varietà orticole sono pronte per essere candidate al Repertorio regionale, mentre per le biodiversità animali sono allo studio alcune razze zootecniche e ittiche. Successivamente procederemo anche alla caratterizzazione di tutto questo irrinunciabile materiale genetico”.
“Quello di recuperare e mantenere questo patrimonio collettivo – ha continuato Romaniello – è un compito fondamentale per l’Alsia, in quanto ente pubblico di sviluppo agricolo, presente in maniera capillare sul territorio e vicino alle dinamiche di programmazione e al trasferimento delle innovazioni agli imprenditori agricoli. Il contributo dato dall’Agenzia in questa fase è poi fondamentale – ha concluso – in quanto l’ampliamento del Repertorio regionale, ovvero del registro delle varietà in via d’estinzione, che fa capo alla Legge regionale n. 26 del 2008 “Tutela delle risorse genetiche autoctone vegetali e animali di interesse agrario”, consentirà agli agricoltori-custodi che già posseggono queste piante, di poter accedere al sostegno previsto dalla legge a valere sulla Misura 214 del Psr, il Programma di sviluppo rurale della Regione Basilicata”.

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