Batterio hamburger: il punto sulla sicurezza della carne bovina


L’etichettatura obbligatoria di origine della carne bovina e’ entrata in vigore insieme all’euro a partire dal primo gennaio 2002. Con questo regolamento la Ue rispondeva all’emergenza alimentare della ‘mucca pazza’ e offriva al consumatore la completa rintracciabilita’ del prodotto. L’etichettatura di origine obbligatoria della carne bovina e’ stata l’apripista di altre etichette obbligatorie ma ”resta il fatto – denuncia la Coldiretti – che ad oggi circa la meta’ della spesa resta anonima in attesa dell’attuazione della legge nazionale sull’obbligo di indicare l’origine in etichetta, approvata il 18 gennaio 2001 che prevede l’emanazione di decreti per i singoli prodotti ancora mancanti”. L’etichettatura della carne bovina deve contenere tutte le informazioni sugli animali di provenienza della carne acquistata con riferimento agli Stati di nascita, di ingrasso, di macellazione e di sezionamento, nonche’ un codice di identificazione che rappresenta una vera e propria carta di identita’ del bestiame. Per la carne venduta a taglio, l’etichetta puo’ essere sostituita con una informazione fornita per iscritto e in modo visibile al consumatore. Inoltre possono essere aggiunte, volontariamente, notizie relative all’azienda di nascita, alla tecnica di allevamento, al tipo di alimentazione adottata, alla categoria (vitello, vitellone, toro, ecc.) e alla razza degli animali. Per quanto riguarda gli hamburger – sottolinea Coldiretti -, basta l’aggiunta di un qualche ingrediente – come ad esempio un po’di pane grattugiato o di farina – che il prodotto esce dall’ obbligo diventando una preparazione industriale. Alcune aziende indicano comunque l’origine volontariamente e sul mercato sono recentemente arrivati in commercio anche gli hamburger di carne di chianina, marchigiana e piemontese che rappresentano le antiche razze italiane. L’ETICHETTA DELLA CARNE BOVINA (Elaborazioni Coldiretti) Informazioni obbligatorie sugli animali di provenienza : Stato dove e’ avvenuta la nascita; Stato dove e’ avvenuto l’ ingrasso (crescita); Stato dove e’ avvenuta la macellazione; Stato dove e’ avvenuto il sezionamento; Codice di identificazione dell’animale. Informazioni facoltative sugli animali di provenienza: Azienda di nascita; Tecnica di allevamento; Tipo di alimentazione adottata; Categoria (vitello, vitellone, toro, ecc.); Peso; Razza (Piemontese, Chianina, Marchigiana, Romagnola, ecc.). (ANSA).

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