Batterio killer: fondi Ue per le verdure invendute

La Commissione europea e’ disposta a ritirare dal mercato le verdure invendute – in primo luogo cetrioli, pomodori, lattuga – prendendo a proprio carico circa un terzo del prezzo dei prodotti per tutti i produttori europei: e’ una delle proposte, secondo quanto si apprende a Lussemburgo, che il commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos mettera’ sul tappeto come primo intervento d’urgenza per tamponare la gravissima crisi che ha colpito il settore, causa le conseguenze provocate dal batterio Killer sui mercati e sulla fiducia dei consumatori. Il commissario europeo spera di disporre di finanziamenti europei contro la crisi per 150 milioni di euro. Di questo e di tutte le misure possibili – in verita’ non molte – che prevede la legislazione europea in caso di crisi per gli ortofrutticoli, si parlera’ oggi pomeriggio a Lussemburgo al Consiglio straordinario dei ministri dell’agricoltura dell’Ue, a cui sara’ presente per l’Italia il ministro alle politiche agricole e alimentari, Saverio Romano. Un sessione ministeriale tutta in salita in quanto – come ha promesso Bruxelles – bisognera’ trovare i fondi per venire in aiuto ai produttori.
La Spagna, in particolare, e’ decisa a chiedere un indennizzo del 100% dei danni subiti dopo che le autorita’ tedesche hanno messo sotto accusa – rivelatesi poi senza fondamento – alcuni cetrioli spagnoli tra le fonti dell’epidemia. Un confronto difficile in quanto la Spagna non e’ il solo paese a chiedere indennizzi e la Commissione sembra decisa a dare una risposta europea a una crisi europea. Intanto la Direzione generale dell’agricoltura alla Commissione Ue ha individuato nell’articolo 191 dell’Organizzazione comune dei mercati agricoli una base giuridica per adottare misure d’urgenza. ”La Commissione europea – si legge nel testo – puo’ prendere misure necessarie e giustificabili per affrontare problemi specifici con urgenza…ma soltanto per una durata strettamente necessaria”. Bruxelles intende dare anche maggiore flessibilita’ alle associazioni di produttori ortofrutticoli (Aop) che dispongono gia’ di fondi per intervenire con misure in favore di oltre il 40% dei produttori italiani associati. Tra le opzioni sul tavolo c’e’ anche quella di accordare aiuti di Stato.

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